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Era nelle Bestie di Satana: si laurea Elisabetta Ballarin

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La sua storia sconvolse l'Italia nei primi anni 2000: Elisabetta Ballarin, oggi 27 anni, era una componente delle Bestie di Satana, il gruppo di killer seriali del Varesotto dediti all'esoterismo e al consumo di stupefacenti, che riempirono la cronaca nera con omicidi di stampo satanista ed episodi di scabrosa violenza. Insieme ai "leader" della banda era stata arrestata nel 2004 e poi condannata definitivaemente tre anni dopo per omicidio, ma ha deciso di cercare il suo riscatto: così si è laureata con il massimo dei voti.

Elisabetta Ballarin: guarda le sue foto

Ancora una storia di redenzione che arriva dal carcere: come Erica De Nardo, l'adolescente di Novi Ligure che uccise col fidanzatino la madre il fratello a coltellata, anche Elisabetta Ballarin ha trascorso i suoi primi anni di cella a studiare. E il traguardo è arrivato con una laurea col massimo dei voti, 110 e lode: ha discusso la sua tesi, dal titolo Educare all'arte. La didattica museale incontra il privato alla Galleria Arei, nell'aula magna all'Accademia di Santa Giulia di Brescia, tra parenti amici e alla presenza della direttrice del carcere di Verziano, Francesca Paola Lucrezi.

La nuova vita di Erica De Nardo

La Ballarin sta scontando una pena di 22 anni per concorso nell'omicidio di Mariangela Pezzotta, uno dei più macabri delitti delle Bestie di Satana: la ragazza venne uccisa con un colpo di pistola in pieno volto e poi colpita a colpi di badile in uno chalet di Golasecca (Varese), per evitare che rivelasse particolari sulle pratiche del gruppo. Un omicidio di cui Elisabetta Ballarin è stata ritenuta responsabile insieme al suo fidanzato di allora Andrea Volpe e a Nicola Sapone, tutti condannati con sentenza definitiva della Cassazione nel 2007.

La Ballarin, come riporta Il Corriere, si è mostrata felice del risultato raggiunto (ha ricevuto anche i complimenti del Presidente della Commissione di laurea) e ha manifestato il desiderio di continuare a studiare: "È stata dura: il primo anno non ho potuto seguire le lezioni, poi ho ottenuto il permesso per frequentare: didattica museale, grafica e comunicazione. È stato impegnativo, ma ne valeva la pena - ha dichiarato Elisabetta - Dopo il diploma accademico (...) voglio fare altri due anni di specialità per il titolo di studio finale". La speranza è quella di tornare alla vita normale una volta scontata la sua pena, magari trovando un buon posto di lavoro che le permetta di mettere in pratica gli studi. Come tante altre ragazze della sua età. Più o meno.

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