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Erba, Olindo Romano: "Mi hanno indotto a confessare"

Nuovi risvolti nel processo di Erba. Ieri mattina Olindo Romano, uno degli accusati della strage, ha rilasciato una dichiarazione spontanea. "Mi dissero che se mi fossi liberato la coscienza - ha detto Romano - con il rito abbreviato e altri benefici sarei stato fuori in cinque anni e che mia moglie sarebbe stata immediatamente scarcerata".

L'imputato e la moglie Rosa Bazzi sono accusati di aver ucciso l'11 dicembre 2006 ad Erba in via Diaz quattro persone: Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la madre della donna Paola Galli e una loro vicina di casa Valeria Cherubini. Alla strage è sopravvissuto il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che rappresenta ora il principale testimone dell'accusa.

"E' stato come se i carabinieri mi avessero fatto il lavaggio del cervello - ha proseguito Olindo Romano - e pensai che quello che mi avevano detto era per noi il male minore. Chiesi di parlare con mia moglie ma mi dissero che non era possibile e che poteva essere solo il magistrato ad autorizzarlo; però, non si sarebbe presentato se non avessi confessato". L'imputato ha sostenuto di essere stato indotto a confessare dopo il colloquio con i carabinieri avvenuto il 10 gennaio 2007.

Ma durante l'udienza ha lasciato la sua deposizione anche il luogotenente Luciano Gallorini, comandante della stazione di Erba. Parole sofferte e piene di commozione quelle di Gallorini che ha ricordato la scena del delitto e ha raccontato il colloquio avuto in ospedale con il marito della Cherubini il quale ha subito identificato il suo aggressore in Olindo Romano.

Venerdì prossimo avrà invece luogo la deposizione di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef. Marzouk, al momento detenuto per droga nel carcere di Vigevano, sarà ascoltato come testimone.

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