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Erich Priebke, funerali ad Albano Laziale: calci e pugni al carro funebre. Scontro sindaco-prefetto e tensione altissima

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Update 22.15
In serata una ventina di neonazisti con caschi e cinghie ha raggiunto i manifestanti anti-Priebke davanti alla cappella dei Lefebvriani da una via secondaria e ha dato il via a una sassaiola e un lancio di bottiglie. Immediata la reazione delle persone davanti all'Istituto Pio X, con scontri che sono stati sedati dall'intervento delle forze dell'ordine. Gli estremisti di destra sono riusciti a dileguarsi, ma secondo le notizie trapelate la polizia ne avrebbe fermati due. La situazione è ora tornata alla normalità, anche se la tensione resta alta.


Update 20.30
La celebrazione dei funerali di Erich Priebke è stata interrotta alle 20 dal Prefetto di Roma, Nicola Pecoraro: la decisione è arrivata dopo che le forze dell'ordine hanno impedito l'ingresso nella cappella dell'Istituto Pio X di un gruppo di esponenti di estrema destra e che il celebrante si è tolto i paramenti e ha annullato la funzione. Non si sa ora cosa succederà: la salma dell'ex ufficiale non dovrebbe allontanarsi da Albano Laziale, ma dal Campidoglio arrivano indiscrezioni sul fatto che il forno crematorio del cimitero romano di Prima Porta stasera resterà operativo "oltre il normale orario di chiusura".

Dopo giorni di provocazioni e polemiche, i funerali di Erich Priebke si svolgono oggi alle 17.30 ad Albano Laziale. La decisione di officiare le esequie dell'ex ufficiale nazista nel piccolo centro dei Castelli Romani però è arrivata come un fulmine a ciel sereno e il sindaco, Nicola Marini, si è immediatamente opposto: prima vietando il passaggio del carro funebre con un'ordinanza e poi - pare - 'schierando' i vigili all'ingresso della cittadina. La sua decisione però è stata revocata dal Prefetto di Roma e alla fine ha dovuto piegarsi e accettare che l'estremo saluto a Priebke venisse dato nel suo Comune. Ma i funerali non si stano certo svolgendo in un clima sereno, anzi.

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A scatenare l'indignazione e la protesta degli abitanti di una località premiata con la medaglia d'argento al valore della Resistenza è stata la disponibilità data dall'Istituto Pio X della Confraternita dei padri Lefebvriani a officiare le esequie: "Per noi non c'è nessun risvolto", hanno spiegato i confratelli, "è una celebrazione religiosa per un cristiano che non si nega a nessuno. Funerali, benedizione della salma tutto in forma privata. Basta". Ma la scelta non è piaciuta alla comunità, né al suo primo cittadino.

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Alla notizia che il rito funebre si sarebbe tenuto all'Istituto Pio X, celebrato dal superiore dei lefebvriani Pierpaolo Petrucci, gli abitanti di Albano si sono riversati in strada, davanti all'edificio, esponendo striscioni e cartelli contro l'ex ufficiale delle SS, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine: "Priebke boia" e "Priebke boia, lo portino alla discarica", recitavano due. Ma la protesta non ha fermato la macchina organizzativa e poco dopo le 16 il carro funebre con la salma del centenario nazista è partita dall'Ospedale Gemelli di Roma in direzione Albano Laziale.

La tensione a quel punto è salita ancora - alimentata anche dalle voci di un treno regionale con numerosi esponenti di estrema destra in arrivo nella cittadina dei Castelli Romani - e così ci sono stati scontri davanti all'Istituto e poi un tentativo di ostacolare il passaggio del carro funebre. In particolare, davanti all'edificio dei Lefebvriani ci sono stati spintoni e urla quando un funzionario di polizia ha cercato di allontanare la folla che protestava e poi quando un prete della confraternita ha cercato di entrare nell'Istituto: il religioso ha rischiato di essere aggredito ed è passato incolume solo grazie all'intervento delle forze dell'ordine. L'auto con la salma di Priebke, invece, è stata colpita con calci e pugni, mentre tutti gridavano e qualcuno lanciava monetine. Una donna si è anche sentita male ed è stata subito soccorsa.

Secondo le ultime notizie, davanti all'edificio dei Lefebvriani non c'erano solo persone contrarie alla celebrazione delle esequie dell'ex ufficiale ad Albano, ma anche esponenti della formazione di estrema destra Militia. "Una nostra piccola delegazione composta da 5 o 6 persone al massimo entrerà nella struttura per partecipare ai funerali privati di Priebke. Siamo qui per ricordarlo perché fa parte del nostro mondo", ha spiegato il leader, aggiungendo di essere presente "a titolo personale" e di ritenere quella odierna una giornata "in cui si rispetta la morte di una persona". "Poi dalla prossima settimana Dio vede e provvede", ha concluso l'uomo, ribattendo a chi gli chiedeva spiegazioni: "Riccardo Pacifici (presidente della comunità ebraica di Roma, ndr) è sempre nei nostri cuori".

Se la delegazione di Militia ha scelto un low profile, una ventina di neonazisti si è invece avvicinata all'Istituto Pio X con ben altre intenzioni, con i caschi in mano e al grido di "boia chi molla": l''incursione', però, è stata subito circoscritta dalla polizia, che si è quindi frapposta tra chi protestava e i manifestanti di estrema destra.

La polemica scatenata dalla morte e dai funerali di Priebke non sembra però destinata a spegnersi con la sepoltura, anzi, proprio quest'ultima è già da giorni al centro di un acceso dibattito. Dopo il no dell'Argentina ad accogliere le spoglie del boia nazista è arrivato anche quello del sindaco di Roma (oppostosi pure al funerale nella Capitale): "Roma è profondamente antifascista: sarebbe un'offesa alla città accoglierlo", ha dichiarato il primo cittadino. E dal portavoce della Comunità Ebraica della Capitale, Fabio Perugia, è arrivato quindi un ulteriore veto: "Non ci interessa tanto il funerale, quanto, piuttosto, il luogo dove verrà seppellito", ha dichiarato, aggiungendo: "Ci auguriamo che sia cremato e che le ceneri vengano sparse in mare. Non deve essere sepolto in Italia. L'Italia ha sofferto troppo per il nazismo e fascismo e Priebke non deve essere seppellito né a Roma né nel Lazio o nel resto del Paese".

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