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Erich Priebke: la salma via da Pratica di Mare per una località segreta. E' mistero sepoltura

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Sembrava che la salma di Erich Priebke dovesse rimanere 'parcheggiata' a lungo all'aeroporto militare di Pratica di Mare, dov'era stata scortata martedì sera, subito dopo la sospensione dei funerali ad Albano Laziale decisa dal Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, e invece verso le 23 di mercoledì il feretro dell'ex ufficiale delle SS è stato portato via: destinazione sconosciuta.

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Una decisione inattesa (e misteriosa, visto che la Questura di Roma dice di non saperne nulla), dal momento che dopo l'assalto al furgone senza insegne con il quale la bara è stata trasportata alla base di Pomezia la situazione sembrava essersi calmata: davanti all'ingresso principale dell'aeroporto, infatti, per tutta la giornata di ieri c'è stato solo un gruppetto di giornalisti e nessun manifestante. Il nuovo trasferimento della salma di Priebke, dunque, sembrerebbe una mossa motivata dalla volontà di fare cadere una volta per tutte il silenzio sulla vicenda e permettere alle diplomazie di Italia e Germania di trovare un accordo sulla sepoltura.

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Ieri infatti il botta e risposta tra Roma e Berlino si è concluso con un nulla di fatto: il sindaco Ignazio Marino ha ribadito l'indisponibilità della Capitale ad accogliere il feretro del boia delle Ardeatine, mentre dal Ministero degli Esteri tedesco hanno fatto sapere che "non dipende da noi trovare una soluzione". Possibilista il ministro degli Interni del Brandeburgo - distretto al quale appartiene il comune natale di Priebke, Hennigsdorf - che ha aperto alla possibilità di una tomba senza nome, per evitare raduni neonazisti, anche se in questo caso a mettersi di traverso sarebbe la burocrazia del piccolo centro, che garantisce diritto di sepoltura solo a residenti o a chi ha una tomba di famiglia. Un ostacolo più presunto che reale, ma che fa gioco per impedire la tumulazione di un concittadino scomodo: anche ipotizzando una tomba anonima, infatti, il solo sapere che Priebke è tornato a casa trasformerebbe Hennigsdorf in una meta per nostalgici.

Resta in piedi anche l'ipotesi crematura, proposta sia dall'ex legale dell'ufficiale delle SS, Paolo Giachini, che dal direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zuroff, ma a tale proposito fonti vicine al governo hanno fatto sapere che detta eventualità presuppone "condizioni precise, dalla volontà della persona all’autorizzazione dei familiari, che al momento non sussistono". I due figli di Priebke infatti non hanno partecipato ai funerali, né hanno dato disposizioni di sorta sulla salma del padre.

E intanto continua la polemica per i fatti di Albano Laziale, con il Prefetto di Roma nell'occhio del ciclone per avere dato l'autorizzazione allo svolgimento: il segretario del Pd Guglielmo Epifani ha detto infatti che la vicenda "non è stata gestita bene", Fabrizio Cicchitto ha definito "assurdo" dare responsabilità a Pecoraro e Sel ha sottoposto un'interrogazione parlamentare al vicepremier Angelino Alfano.

I fatti di martedì e l'attuale situazione di stallo non hanno comunque impedito a Giachini di aprire subito un nuovo fronte di polemiche: l'ex legale di Priebke ha infatti annunciato la celebrazione del trigesimo della morte del suo ex assistito e la pubblicazione a breve del video-testamento del nazista, sul quale si è già molto parlato perché in esso l'ex SS non solo affermerebbe di non essere pentito del suo passato, ma negherebbe pure l'Olocausto.

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