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Ersilio Tonini, morto il cardinale più anziano della Chiesa cattolica: aveva 99 anni

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E' morto nella notte all'Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molto tempo, il cardinal Ersilio Tonini, 99 anni compiuti lo scorso 20 luglio. Era il più anziano cardinale vivente, noto per aver mantenuto sempre lo stile del parroco di paese e conosciuto dal grande pubblico televisivo anche per aver lavorato con l'amico Enzo Biagi. Il decesso è sopravvenuto per complicazioni delle sue condizioni di salute.

Tonini aveva scelto di vivere all'opera Santa Teresa di Ravenna nel 1975, quando da arcivescovo della città decise di lasciare l'appartamento della diocesi nel prestigioso palazzo arcivescovile, affinchè diventasse sede di un centro per tossicodipendenti. Non aveva problemi di salute, come ha spiegato l'arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni: "Non aveva alcuna malattia particolare - ha detto il sacerdote annunciando la sua morte durante una messa celebrata in spiaggia alle 6 del mattino a Milano Marittima, per la Giornata mondiale della gioventù - Ma negli ultimi giorni non si muoveva più dal letto". Le sue ultime parole, come racconta Suor Virginia che l'ha assistito insieme alle infermiere, sono state di preghiera: "Ha pregato e ha detto 'voletevi bene, io devo tornare dal Padre mio'".

Una vita dedicata alla Chiesa e alla comunicazione, con la grande passione per il giornalismo che lo ha sempre accompagnato: nel 1947, dieci anni dopo essere stato ordinato sacerdote, è diventato direttore del settimanale diocesano Il Nuovo Giornale, per poi entrare anche nel consiglio d'amministrazione di Avvenire. Nominato vescovo, di Macerata e Tolentino, da Paolo VI, realizzò un'importante riforma agraria che prevedeva la cessione delle terre ai contadini. Successivamente fu arcivescovo di Ravenna, fino alle dimissioni per raggiunti limiti di età, accolte da Giovanni Paolo II nel 1990. E' stato uno dei più grandi ed efficaci comunicatori della Chiesa cattolica di sempre, si definiva "un prete" anche quando prese la porpora cardinalizia, unì grande cultura classica e teologica ad un afflato pastorale che lo portava a rimanere sempre in contatto con gli ultimi. A Ravenna è stato promotore di decine di iniziative meritorie come la Mensa fratellanza, l'Avuls, il gruppo Alcolisti Anonimi.

Nel 1991 è stato tra i protagonisti della trasmissione "I dieci comandamenti all'italiana", insieme al giornalista Enzo Biagi: esperimento che il Vaticano definiì "esempio di moderna catechesi che sia avvale della potenza della televisione". Proprio in difesa del grande giornalista Rai, Ersilio Tonini si scaglio duramente contro l'editto bulgaro di Berlusconi, che il 18 aprile 2002 da Sofia di fatto annunciò la cacciata dalla televisione di Stato di Michele Santoro, Daniele Luttazzi ed Enzo Biagi accusandoli di "uso criminoso" del mezzo pubblico. Intervenne nella trasmissione "Annozero" di Michele Santoro (di cui ha celebbrato le seconde nozze) e in merito alla censura di Biagi disse: "Lo hanno ucciso. È stato un ostracismo. Enzo Biagi dava fastidio, non era utile ed è stato cacciato. La Rai si è derubata c'era un tranello, una motivazione che non era degna. Ero suo amico e sono anche un uomo che conosce un po' la realtà. Biagi non è stato solo un uomo della tv, ma anche una persona che ha combattuto per la giustizia e la libertà, un uomo di una schiettezza piena. Non si possono trattare gli uomini come pezzi da giocare".

Lo scorso 20 luglio ha festeggiato i 99 anni e anche in quell'occasione ha dedicato un pensiero al ruolo del giornalismo italiano ed internazionale: "Il giornalismo non ha ancora capito quale sia il suo ruolo - aveva detto con un filo di voce dal suo letto - perché il suo vero ruolo, il suo compito è quello di andare a vedere la realtà attuale con gli occhi degli uomini attuali. Il giornalismo italiano e mondiale o è profeta o è niente!". Festeggiando il compleanno aveva poi aggiunto: "Si fa presto a dare una benedizione, ma è la parola buona che invece è difficile da dare, perché la parola buona viene dal cuore e deve penetrare nella coscienza e per fare questo non basta la parola 'auguri', ma bisogna aiutare le singole persone a penetrare nel loro cuore".

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