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Vesuvio eruzione, vulcanologo semina panico: “Presto un milione di morti in 15 minuti”

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di Simone Rausi

E il Vesuvio torna a far parlare di sé, soprattutto su Facebook dove da qualche giorno a questa parte è pieno allarmismo e il panico fa capolino tra una richiesta di amicizia e un invito a giocare a Farmville. Tutta colpa di Flavio Dobran, vulcanologo dell’Università di New York, che dipinge – con il suo studio recentemente pubblicato – uno scenario da fine del mondo. A leggere quanto riportato nella sua pubblicazione c’è da fare la valigia e prendere il primo aereo: cascate di fuoco, colonne di fumo, un fiume di morti e altri dettagli raccapriccianti che sembrano estratti dal libro dell’Apocalisse o da un qualsivoglia romanzo di Dan Brown.

Ecco cosa scrive Dobran: “All'improvviso il Vesuvio che sonnecchia dal 1944 esploderà con una potenza mai vista. Una colonna di gas, cenere e lapilli s'innalzerà per duemila metri sopra il cratere. Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo e una temperatura di 1000 gradi centigradi, distruggendo l'intero paesaggio in un raggio di 7 chilometri spazzando via case, bruciando alberi, asfissiando animale, uccidendo forse un milione di esseri umani. Il tutto, in appena 15 minuti”.

Eruzione dell’Etna: pioggia di lapilli sulle strade

Un quarto d’ora per fare tabula rasa a Napoli e dintorni. Nemmeno il tempo di farsi una doccia che il rischio concreto è quello di finire in un bagno di lava incandescente. A questo punto la domanda che tutti si fanno è: “Si, ma quando?”, giusto per organizzare un paio di cosette e portare a termine la liste delle 30 cose da fare prima di morire. Secondo Dobran non c’è certezza ma il momento arriverà presto. E il tutto grazie a dei calcoli statistici che non lasciano scampo. Prendete il vostro abaco e segnatevi questi dati: le eruzioni di massima distruzione si verificano in media una volta ogni mille anni mentre quelle di media entità ogni 4-5 secoli. L’esplosione che rase al suolo Ercolano e Pompei risale al 79 Dopo Cristo mentre quella che uccise 4mila persone tra Torre del Greco e Torre Annunziata è del 1631. Beh, minuto più minuto meno dovremmo esserci.

Prima di partire con la psicosi collettiva è giusto anche sentire l’altra metà del cielo (o meglio, l’altra parte dell’oceano). Qui in Italia, infatti, i vulcanologi che il Vesuvio ce l’hanno a pochi chilometri di distanza invitano alla calma affermando che non ci sono ragioni per ipotizzare un’imminente catastrofe di questa entità. Dobran pero ribatte affermando di avere tutto documentato. Eh ma che ansia sto uomo qui…

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