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Esplosione in via Galati a Roma, fermata 82enne ex inquilina: è lei la probabile autrice della strage

  • Youtube/Il Tempo

Sembrano esserci ormai pochi dubbi sulle responsabilità dirette della donna di 82 anni, al centro dei sospetti da ieri dopo l’esplosione del palazzo in via Galati a Roma e adesso in stato di fermo con l’accusa di omicidio e strage.

Forte esplosione in un edificio di Roma, morto un uomo: 13 feriti, tentata strage

Alla vista degli agenti della Polizia, presentatisi alla porta del suo appartamento nel quartiere Tiburtino III, Giovannina Serra, anziana ex inquilina dello stabile devastato dall’incidente nella notte tra lunedì e martedì scorso ha pianto professando la propria innocenza, nonostante i tanti elementi di prova emersi in queste ore sul suo conto.

Il biglietto lasciato sull’automobile parcheggiata sotto l’immobile, con l’eloquente scritta recante minacce esplicite ad uno dei proprietari delle case dello stesso edificio, ha immediatamente indirizzato il lavoro degli investigatori su un solo indiziato dell’azione criminale che ha portato alla morte di un uomo ed al ferimento di altre 13 persone.

Motivo scatenante del folle gesto, secondo l’ipotesi maggiormente accreditata dagli inquirenti, lo sfratto subito e mai accettato (quattro erano state le ingiunzioni comunicate all’occupante della casa nei mesi scorsi) dall’ottantaduenne dopo vent’anni vissuti nell’appartamento poi venduto dagli attuali proprietari.

(Roma, il video dell’esplosione che ha distrutto il palazzo di via Giuseppe Galati)

Un legame, quello spezzato dalla decisione inflessibile dei padroni dell’immobile, difeso con ogni mezzo dalla diretta interessata, evidentemente a costo di mettere a repentaglio la vita dei “nemici” di turno.

Possibile, stando alle risultanze delle investigazioni condotte nel giro di un giorno dal pm Polifemo e dalla Questura, l’aiuto di un complice nel ruolo di supporto organizzativo per la tentata strage nel palazzo di via Giuseppe Galati 42.

La stessa Giovannina Serra avrebbe inoltre sfilato la scheda sim dal telefonino di sua proprietà per evitare di essere rintracciata dalla polizia nell’imminenza dell’episodio verificatosi nello stabile della periferia di Roma, esploso probabilmente in seguito allo scoppio non accidentale di un ordigno, forse una bombola a gas lasciata aperta al fine di favorire la deflagrazione.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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