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Esplosione in via Galati a Roma, un morto e 13 feriti. Sul posto un biglietto: "Non vi godrete la casa"

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Una fortissima esplosione ha svegliato intorno alle 3 di notte gli abitanti di via Vito Giuseppe Galati a Roma, causando un morto e diversi feriti, almeno 13 secondo quanto risulta dai referti dell’ospedale.

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L’origine dolosa dell’incendio, alla luce del contenuto di un biglietto ritrovato durante le operazioni di soccorso sul parabrezza di un’automobile parcheggiata sotto il palazzo, appare l’ipotesi più probabile, anche se per adesso non si esclude alcuna pista.

Sul piccolo cartello lasciato da una mano ignota sopra il vetro anteriore dell'auto, campeggiava la scritta “Il Signore non vi farà godere questa casa perché siete ladri, messaggio probabilmente riferito al bersaglio dell’azione, ossia al proprietario dell’appartamento distrutto.

Da una delle case dell’edificio di via Galati colpito dalla deflagrazione di stanotte, infatti, era stata non molto tempo fa sfrattata un’inquilina, che nelle prossime ore sarà ascoltata dagli inquirenti per accertare eventuali piani omicidi coltivati dalla stessa nei confronti del 50enne napoletano morto dopo la violentissima esplosione del palazzo.

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Il corpo senza vita dell’uomo ucciso dall’ordigno (forse una bombola di gas) volutamente o casualmente posto al primo piano dello stabile devastato dal fuoco in piena notte, è stato ritrovato all’interno del bagno dell’appartamento superiore all’abitazione della vittima, sbalzato dall’impatto diretto con la “bomba” scoppiata nell’edificio.

Il panico, come hanno raccontato ai giornalisti i testimoni sul posto, ha fatto sì che alcuni inquilini si gettassero dalle finestre nel timore che l’incendio facesse crollare l’immobile e il bilancio dei feriti, uno dei quali risulta in gravi condizioni, conferma la drammaticità dell’accaduto (anche quattro macchine in strada sono state danneggiate).

La bombola di gas Gpl trovata dai vigili del fuoco con la manopola aperta tra le mura delle case crollate ha indotto gli investigatori alla cautela sull’ipotesi principale di lavoro, quella dell’atto doloso, suggerita esplicitamente dalla scritta minacciosa nell’auto situata nelle vicinanze del palazzo di via Vito Giuseppe Galati, nella periferia di Roma.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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