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Ester Arzuffi, madre di Bossetti contesta l'esame del Dna: "Massimo è figlio di mio marito, la scienza sbaglia"

  • Corriere.it

Alla tesi della colpevolezza, accreditata dagli indizi della prova del Dna, la madre di Massimo Bossetti non crede minimamente. Per Ester Arzuffi, l’evidenza scientifica di cui si parla in questi giorni e che ha portato all’arresto del figlio quarantaquattrenne con la gravissima accusa di avere la responsabilità diretta dell’omicidio Gambirasio, altro non sarebbe che un errore macroscopico.

Il presunto killer di Yara Gambirasio si difende dopo un lungo silenzio

Inseguita dai giornalisti come e più degli altri componenti della famiglia dell’indagato, la 67enne bergamasca ha negato con forza la relazione clandestina con l’autista Giuseppe Guerinoni, venuta a galla in seguito alla pubblicazione delle notizie relative agli esami di laboratorio sulle tracce biologiche analizzate per risalire all’autore del delitto.

Ultimi a raggiungerla nella residenza di Terno d’Isola, i cronisti del Corriere della Sera, ai quali la moglie di Giuseppe Bossetti ha dichiarato di “non essere mai stata con Guerinoni e di rappresentare la prova vivente che la scienza sbaglia, riferendosi a tutte le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sul suo conto e basate sulle risultanze delle analisi commissionate dagli inquirenti.

Ester Arzuffi, consapevole del rischio di “andare alla gogna alimentando un’ulteriore ondata di critiche per le dichiarazioni rese alla stampa, insiste nella difesa ad oltranza di colui che, secondo l’esame del Dna, sarebbe il figlio biologico di Giuseppe Guerinoni e che invece lei giura essere nato dal matrimonio con Giuseppe Bossetti.

(Omicidio Yara Gambiraio, l’arrestato rompe il silenzio e si dichiara estraneo alla vicenda)

“Sono sicura al cento per cento afferma la donna intervistata dal Corsera a 4 giorni dall’inizio della sconvolgente vicenda giudiziaria che la vede indirettamente protagonista. Il discorso cade inevitabilmente sui familiari della ragazzina uccisa il 26 novembre 2010, con la promessa di “andare a trovarli” e di “mandare loro un abbraccio di solidarietà per quanto accaduto: “Mi hanno detto che sono andati dal parroco e che si sentono vicini a noi” ha aggiunto la signora Arzuffi chiarendo di non avvertire il peso del giudizio negativo nei confronti suoi e del figlio.

Un corto circuito mediatico, quello scoppiato attorno alla vita privata di quasi tutti i componenti della famiglia del presunto assassino di Yara, ancora in pieno corso, con la poco edificante immagine della ressa di inviati nei pressi delle abitazioni dei parenti del sospetto “mostro” di Mapello, mentre il lavoro dei magistrati si annuncia lungo e impegnativo.

Il fermo di Massimo Bossetti non è stato formalmente convalidato, non essendovi pericolo di fuga ma gravi indizi di colpa (non prove inconfutabili, al momento) a carico del muratore arrestato, che comunque rimarrà in carcere in attesa degli sviluppi dell’indagine.

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