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Eternit, processo senza colpevoli: Cassazione annulla condanna a Schmidheiny per i morti d'amianto

Tanti morti, nessun colpevole. Si riassume così la sentenza con cui stasera la Cassazione, per bocca del procuratore generale Francesco Mauro Iacoviello, ha chiesto di procedere all'annullamento della condanna per Stephan Schmidheiny, accusato per le morti d'amianto negli stabilimenti Eternit AG di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia).

Le foto dal processo

Dopo la prima condanna (era il febbraio 2012) a sedici anni per Stephan Schmidheiny e per il barone Jean Louis de Cartier de Marchienne, vertici dell'azienda incriminata, nel giugno 2013 la Corte d'appello aveva infatti condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche il primo dei due, vista la morte, arrivata proprio qualche settimana prima del giudizio, del belga de Cartier. Pena a cui aggiungevano tutti i risarcimenti milionari a Regione Piemonte, ai comuni interessati, ai sindacati ammessi come parte civile e soprattutto ai familiari delle vittime di malattie quali il mesotelioma pleurico e l'asbestosi.

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Oggi però il pg di Cassazione, stabilendo l'annullamento "senza rinvio della condanna a Stephan Schmidheiny perché tutti i reati sono prescritti", oltre a rimuovere di fatto tutte le responsabilità sulle morti causate dall'inalazione di polveri d'amianto, ha pure cancellato tutti i risarcimenti previsti per le vittime.

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