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Eurostar bloccato: notte da incubo per 450 passeggeri

Una petizione firmata da 250 viaggiatori per promuovere un'azione legale. I passeggeri dell'Eurostar Lecce-Roma, passano ai fatti. Sabato sera il convoglio, partito da Lecce alle 12.17 è rimasto bloccato, tra Capua e Pastorano (Caserta), in aperta campagna, senza riscaldamento, senza cibo, con i bagni fuori uso e temperature esterne di qualche grado sotto lo zero.

Dopo la mezzanotte è iniziato il trasbordo dei viaggiatori con l'impiego di passerelle. Portato alla stazione di Capua, dove i soccorritori hanno potuto fornire generi di conforto e coperte, il nuovo treno ha tentato di riprendere il cammino, ma non ne è stato in grado. Dopo un ennesimo trasbordo, i passeggeri hanno finalmente potuto lasciare Capua alle 4:30 del mattino con un treno interregionale. Il convoglio è giunto nella capitale con 20 ore di ritardo.

Notte da incubo, dunque, per 450 passeggeri, tra i quali un neonato che è stato ricoverato in via precauzionale. Tra le cause, non ancora del tutto chiarite, vi sarebbe, secondo la Polfer (Polizia Ferroviaria) e alcuni testimoni, un probabile guasto tecnico e il ghiaccio sui binari in un tratto particolarmente pericoloso che il treno ad alta velocità, già in panne, non è riuscito a oltrepassare.

Ipasseggeri hanno protestato: "Siamo stati abbandonati. Ci abbiamo messo un'ora e mezza per salire - ricorda Giovanni De Luca, un medico di Barletta - C'era gente esausta, bambini che piangevano. Ci hanno dato qualcosa da mangiare, ma non coperte. Ci hanno detto che ci avrebbero portati a Roma, invece dopo pochi chilometri anche questo treno si è rotto ed è riuscito a tornare indietro a Capua, procedendo quasi a passo d'uomo. In stazione ci hanno lasciati per un'ora senza dirci nulla. Abbiamo dovuto aspettare un treno regionale, alle 4 e mezza del mattino. Siamo arrivati a Roma alle 7 e mezza. Tutto questo è inaudito".

"Ho avvertito la sensazione di essere sola, una sensazione di vuoto assoluto. Faceva un freddo incredibile, sembravamo dei deportati". Ha, così, raccontato Claudia Aldi, giornalista fiorentina che lavora a Roma, che era su quel treno e che ha promosso l'iniziativa legale contro la Trenitalia.

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