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Excalibur, ucciso il cane dell’infermiera spagnola contagiata da Ebola. Scontri tra animalisti e polizia (VIDEO)

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Vittima sacrificale della paura di un’epidemia di Ebola, il cane Excalibur è stato soppresso su ordine delle autorità sanitarie di Madrid poche ore dopo il tam tam che dalla Spagna aveva scatenato in tutto il mondo, grazie alla rete, una mobilitazione tramite raccolta firme sui social network a favore dell’incolpevole animale.

Il web per Excalibur: migliaia di firme per salvare la vita al cane di Teresa Romero

A poco sono servite le oltre 300mila adesioni all’appello #SalvemosExcalibur per salvare la vita al fedele amico della povera Teresa Romero, infermiera infettata dal virus africano dopo aver curato un paziente deceduto qualche giorno fa all’Ospedale Carlo III.

Un’iniezione letale ha fermato il cuore di Fido, eliminando alla radice senza esitazioni l’eventuale (remoto) problema di un contagio da parte del quadrupede vissuto a stretto contatto con la donna malata nei confronti di altri esseri umani.

La notizia dell’uccisione del docile meticcio ha spiazzato gli animalisti, convinti di aver fermato la mano del “boia” con la valanga di firme piovute dal web nell’arco di mezza giornata in risposta al disperato sos del marito dell’ausiliaria.

(Animalisti tentano di bloccare il trasporto di Excalibur prima dell’iniezione letale)

Nella tarda mattinata di ieri, i Vigili del Fuoco della Comunità di Madrid si sono recati nella casa della signora Romero e del compagno Javier Limon, per prelevare l’animale in vista del suo abbattimento presso il Laboratorio di Sicurezza Biologica della Facoltà di Veterinaria dell’Università Complutense.

La polizia locale ha respinto con dure cariche le proteste dei manifestanti sopraggiunti sotto l’abitazione nel rione di Alcorcon per tentare di bloccare l’ultimo viaggio dello sfortunato Excalibur ed alcuni degli attivisti sono stati feriti negli scontri, mentre per altri militanti animalisti è scattato il fermo per resistenza a pubblico ufficiale.

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Commozione e rabbia sono i sentimenti che in queste ore dalla piazza spagnola si sono diffusi nel resto del mondo, come testimonia la vera e propria invasione di messaggi di protesta postati su Facebook e Twitter.

Sono in molti a non volersi rassegnare, nonostante la sconfitta della battaglia a difesa del cane di Teresa Romero, all’idea che la vita di un animale (considerato non a torto il migliore amico dell’uomo) possa essere “liquidata” dalle istituzioni in maniera così sbrigativa e senza alcuna mediazione.

Parole forti, con accuse dirette ai responsabili della morte di Excalibur, sono state pronunciate in queste ore all’indirizzo del ministro della Sanità del governo di Madrid Ana Mato, oltre che da rappresentanti di associazioni animaliste anche da personaggi pubblici e comuni cittadini, indignati per il “poco umano” trattamento riservato al cane dell’infermiera contagiata da Ebola.

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