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Fa sesso sulla spiaggia di Salerno per due giorni: 23enne rischia amputazione del pene

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di Simone Rausi

Il cantante Sting ci ha costruito una carriera sulle sue fantomatiche prestazioni amatorie da 8 ore per notte. Sensi di colpa e complessi di inferiorità hanno attanagliato migliaia di uomini per anni e anni ma oggi, signori, si chiude un’era. Arriva infatti la conferma che fare sesso per troppo a lungo non fa affatto bene alla salute, anzi, c’è il concretissimo rischio di rimanerci secchi. Ditelo a quel 23enne di Avellino che, nel fiore degli anni, ci ha dato dentro per un intero weekend con la sua ragazza e qualche ora dopo è finito orizzontale su un lettino di una sala operatoria.

Sesso in acqua: coppia rimane incastrata e finisce al pronto soccorso

Siamo in una spiaggia di Avellino e la giovane coppia si è appartata sulla battigia. Un bacio tira l’altro, i vestiti cominciano a star stretti e i due sono finiti a fare sesso tra sabbia e onde del mare. Che il tempo passi in fretta quando ci si diverte non è certo una novità, e il 23enne anonimo con la fortunata (?) compagna pare si siano divertiti parecchio perché tra giochini e amplessi, l’insaziabile amante si è ritrovato con un’erezione lunga 48 ore. Di ritorno a casa, i dolori (prima anestetizzati dal piacere) si sono cominciati a fare importanti. Troppo. Tanto che il giovane è stato costretto a raccontare tutto alla madre che lo ha portato di corsa alla clinica Malzoni di Avellino. La diagnosi dei medici è stata lapidaria: operazione subito o rischio cancrena e amputazione. Tutta colpa della “sindrome del chiodo rotto”. Adesso vi spieghiamo cos’è ma, vi avvertiamo, è roba da duri... Facciamo stomaci forti che l’aggettivo stona un po’ col contesto.

Il nome colorito è solo una parafrasi per indicare la frattura del pene, una condizione neanche troppo rara tra gli uomini italiani (gli incidenti vari durante l’atto sessuale, la masturbazione o persino per un semplice movimento a letto durante il sonno non si contano). Il 23enne si è presentato in clinica con vari tessuti muscolari danneggiati e un’uretra che non era proprio il ritratto della salute.

Nessun incidente, questa volta, è stato la causa di tale patologia. La colpa è infatti da imputare a una prolungata erezione con attività sessuale connessa. Il ragazzo ha subito un intervento d’urgenza di disostruzione delle vene del pene e adesso pare stia meglio. Ammettetelo: state cominciando a riconsiderare l’eiaculazione precoce.

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