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Fabiana Luzzi, sedicenne uccisa e bruciata viva: il fidanzato confessa l'omicidio

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L'ennesimo femminicidio si è verificato nelle ultime ore, stavolta a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza: un sedicenne ha confessato di aver ucciso ucciso la fidanzata coetanea a coltellate e poi di aver dato alle fiamme il corpo. La vittima, Fabiana Luzzi, era scomparsa da casa venerdì 24 maggio: i genitori ne avevano denunciato la scomparsa dopo che non era tornata da scuola. Il suo cadavere carbonizzato è stato trovato sabato sera in una zona di campagna della cittadina del Cosentino.

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L'atroce delitto è avvenuto venerdì pomeriggio: D.M., il fidanzatino coetaneo della vittima, è stato fermato dopo la denuncia dei genitori e le testimonianze dei compagni di scuola di Fabiana, che avevano raccontato ai carabinieri di averla vista mentre si allontanava con il ragazzo a bordo di un motorino dopo le lezioni. Interrogato dal pm della Procura di Rossano Maria Vallefuoco su delega della Procura dei Minori, il ragazzo avrbbe prima fornito una versione poco chiara dei fatti, facendo riferimento ad una presunta aggressione subìta da un gruppo di persone, per poi ammettere la propria colpevolezza.

Il sedicenne ha confessato di avere accoltellato la fidanzata e di averle poi dato fuoco. È stato lo stesso omicida, durante il secondo interrogatorio nella serata di sabato, ad indicare agli inquirenti, , il punto esatto in cui trovare il cadavere di Fabiana, abbandonato in una zona isolata nelle vicinanze dell'istituto per ragionieri che la giovane frequentava.

Il ragazzo aveva raggiunto Fabiana fuori scuola: dopo una prima discussione, i due erano partiti in motorino e avevano raggiunto un casolare abbandonato in contrada Chiubbica a Corigliano. Alla base della lite tra i due, sfociata nelle coltellate inflitte dal sedicenne alla coetanea, la gelosia reciproca: una relazione estremamente conflittuale quella tra i due adolescenti, ricominciata da poco dopo continui tira e molla. Ma ci sarebbe anche di più: a scatenare la furia omicida del ragazzo sarebbe stato il rifiuto di Fabiana di avere rapporti sessuali con lui. Per questo motivo, dopo averla accoltellata, l'ha cosparsa di benzina usando una tanica presente nel casolare e le ha dato fuoco quando era ancora viva. Gli inquirenti dovranno stabilire se l'omicidio è stato premeditato.

A seguito dell'omicidio, il fidanzatino della ragazza ha riportato ustioni al viso e in altre parti del corpo. Nella serata di venerdì era stato ricoverato nel centro grandi ustionati di Brindisi dopo essersi presentato nel pomeriggio nell'ospedale di Corigliano. Aveva giustificato quelle scottature raccontando di essersi ferito mentre aggiustava il motorino, dopo aver accompagnato a casa Fabiana. Una versione poco credibile, soprattutto alla luce della denuncia di scomparsa di Fabiana presentata dai genitori. Al secondo interrogatorio, ha confessato il terribile delitto: è stato arrestato ed è detenuto in carcere nell’Istituto minorile di Catanzaro con l'accusa di omicidio volontario.

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