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Fabrizio Corona a Quarto Grado, lo sfogo inedito del condannato: "Sono un detenuto modello, voglio uscire"

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Un Fabrizio Corona inedito, assai provato fisicamente e psicologicamente per la tormentata vicenda giudiziaria culminata in una lunga detenzione al carcere di Opera, è stato mostrato nella puntata del 10 ottobre di Quarto Grado.

Celentano chiede al Quirinale un atto di clemenza per il condannato Corona

Nell’ultima parte del programma di cronaca condotto da Gianluigi Nuzzi, è andato in onda un piccolo speciale sull’ex numero uno dei paparazzi condannato a oltre 10 anni di galera per i fotoricatti a David Trezeguet, Andrea Coco ed altri vip italiani.

Quella comminata dal tribunale di Milano, secondo non pochi commentatori, giornalisti in primis, è stata una pena esemplare e fin troppo severa nei confronti di un personaggio sicuramente discusso ma forse lontano dalla figura del “criminale seriale” uscita fuori dalle sentenze.

A favore di un atto di clemenza per Fabrizio Corona, nelle ultime settimane, si erano spesi editorialisti del calibro di Marco Travaglio e volti noti dello spettacolo come Adriano Celentano, quest’ultimo promotore di un appello accorato rivolto direttamente al presidente della Repubblica tramite lettera pubblica in rete.

(Grazia per Fabrizio Corona, appello in tv del vicedirettore del Fatto Marco Travaglio)

Nei pochi minuti concessi al cronista di Mediaset in aula a margine dell’udienza di un procedimento penale per evasione fiscale terminato lo scorso giugno con una piena assoluzione, Fabrizio Corona non ha nascosto la sua profonda sofferenza per la durezza del regime detentivo nel penitenziario milanese, ribadendo il proprio parere in merito alle condanne rimediate nell’ultimo lustro.

“Sconto il mio debito con la giutizia con dignità e sono un detenuto modello ha chiarito l’imputato all’ennesimo processo a Milano di fronte al giornalista, constatando con amarezza di “non aver fatto peggio di quelli che comandano in questo Paese” e di “non meritare la prigione, avendo ricevuto dai giudici “una pena che non esiste”.

Due anni di carcere sono stati già scontati, ne resterebbero tanti altri ma qualche spiraglio nella direzione auspicata dalla madre di Corona sembra adesso potersi aprire, alla luce delle numerose e significative prese di posizione per una grazia a beneficio (per usare le parole di Celentano) di “un ragazzo che nel male ha agito bene”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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