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Fabrizio Corona, è arrivata la decisione della Cassazione: no allo sconto di pena, resta in carcere

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Nessuno sconto di pena per Fabrizio Corona. E' questo quanto deciso dalla Cassazione dopo la richiesta avanzata dall'ex agente fotografico al Tribunale di Sorveglianza. Nel colloquio con i giudici, Corona era apparso molto provato. "Sto male, ho seri problemi psicologici e vi chiedo di darmi un'opportunità": questo il messaggio accorato che l'ex fidanzato di Belen Rodriguez e Nina Moric aveva riferito ai giudici. Nulla da fare, per ora Corona è costretto a rimanere in carcere a scontare la sua pena: "Si annulla l'ordinanza impugnata - si legge nel dispositivo - limitatamente al riconoscimento della continuazione tra i reati di estorsione e i restanti reati oggetto delle sentenze dell'8 marzo 2010 del gip del tribunale di Milano e del 7 giugno 2012 della Corte d'Appello di Milano, e si rinvia per nuovo esame al gip del tribunale di Milano. Si rigetta il ricorso di Corona Fabrizio che si condanna al pagamento delle spese processuali".

Corona chiede aiuto: "Sto male"

"Da tempo ormai si è reso conto che ha sbagliato in passato, che ha preso le distanze da quello che era, ha accettato le condanne e chiede ora soltanto di scontare la detenzione in un altro modo, perché sta davvero male. Fabrizio Corona è un uomo molto sofferente con problemi seri dal punto di visto psicologico e psichiatrico e in carcere sta soffrendo di stati d’ansia, depressione e attacchi di panico": queste le parole con cui gli avvocati del fotografo hanno richiesto che il loro assistito potesse essere trasferito in regime detentivo in una comunità, in particolare quella di Don Mazzi, che ha già espresso parere positivo a questa eventualità. Tutto vano, visto il parere contrario espresso dal sostituto procuratore Giulio Benedetti.

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Corona deve scontare ancora un cumulo di pene di 6 anni e 8 mesi. Lo scorso 10 febbraio, il gip del tribunale di Milano aveva applicato la continuazione dei reati per i quali Corona è stato condannato, abbassando quindi il cumulo della pena totale da 13 anni e due mesi a 9 anni. Decisione annullata in virtù di quanto disposto dalla Cassazione: ora si è rinviato il tutto a nuovo esame per il calcolo della pena, davanti al gp del Tribunale di Milano. Corona, recluso da due anni nel carcere milanese di Opera, dovrà anche provvedere al pagamento delle spese processuali.

Ora l'ultima alternativa è una grazia dal nuovo Presidente della Repubblica.

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