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Fabrizio Corona in carcere a Lisbona: "Non ho pianto, combatterò la mia battaglia"

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La fuga di Fabrizio Corona è finita dopo quattro giorni a Lisbona, nel quartiere di Cascais, dove braccato dagli investigatori il latitante si è consegnato alla polizia portoghese. A tradirlo è stato un banale controllo satellitare: grazie al Gps del dispositivo antifurto della Fiat 500 utilizzata per la fuga, gli agenti della mobile di Milano hanno potuto ricostruire con esattezza gli spostamenti compiuti da Corona all'estero. Una soffiata decisiva sarebbe poi arrivata dagli stessi ambienti in cui Corona aveva trovato rifugio in Portogallo, presso la casa dei genitori di un amico.

"Più che costituito si è arreso", hanno commentato i vertici della Questura di Milano. Il questore Luigi Savina, intervistato da TgCom24, ha spiegato che gli agenti erano sulle sue tracce da diverse ore prima che Corona si consegnasse, grazie agli indizi raccolti sulla sua presenza in Portogallo e alle indagini su amici e conoscenti milanesi: "Sono state prese alcune iniziative e lui ha solo anticipato, con la resa, quello che sarebbe comunque successo. Ha capito che il cerchio intorno a lui si era stretto e che, bruciato il contatto con le uniche persone che lo appoggiavano, non avrebbe avuto più alcun appoggio. E' in fase di valutazione la condotta di questi suoi contatti".

Fabrizio Corona costituito, la fuga e le lacrime: "Temo per la mia vita nelle carceri italiane"

Corona ha concordato la resa con gli agenti portoghesi, cui si è consegnato nella stazione ferroviaria metropolitana di Queluz. Poco prima aveva effettuato una chiamata da un telefono pubblico alla periferia della città per dettare il messaggio, poi postato sulla pagina del suo web magazine Socialchannel.it, in cui annuncia la sua resa. L'ultimo gesto in stile Fabrizio Corona, che nonostante il momento delicato si mostra sempre battagliero e pronto a sfidare tutti. Soprattutto quanti lo hanno dipinto come un uomo avvilito e in lacrime: "Mi trovo nel carcere di Lisbona. Sto bene, sono tranquillo, mi sono consegnato spontaneamente. Querelo ogni persona che si permette di dire che ho pianto, il Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, il Resto del Carlino. Sono sereno, non ho paura, non ho pianto e sono pronto a combattere la mia battaglia. Per favore, dite da oggi in poi solo la verità che vi comunicherò".

Fabrizio Corona: le foto dell'ultima cena prima della fuga

Subito dopo l'arresto, l'agente dei paparazzi avrebbe confessato ai poliziotti la sua inquietudine per la sorte che lo attende nel notro Paese. Lo ha rivelato il legale di Corona, Nadia Alecci: "Non sono fuggito, me ne sono andato dall'Italia perché turbato da una sentenza ingiusta e perché temo per la mia vita nelle carceri italiane". Lo stesso Corona che si mostra spavaldo e forte nella registrazione diffusa sul suo sito, avrebbe invece confessato privatamente ad un amico tutto il suo sconforto: "Per la prima volta in vita mia ho paura. Fabry" è l'sms che avrebbe scritto ad un amico pescarese, Mario Ferri, poco prima della fuga.

L'ex fotografo dei vip, condannato con sentenza definitiva a 5 anni di carcere per estorsione, ha aggravato notevolmente la sua condizione giudiziaria con la latitanza: alla pena comminata dalla Cassazione se ne sono aggiunte altre per le quali Corona era stato affidato ai servizi sociali, sospesi dopo la sua fuga. In totale dovrà scontare in Italia sette anni e 10 mesi di reclusione. Dopo l'udienza preliminare davanti al Tribunal da relacao de Lisboa, si procederà per l'estradizione, ma bisognerà aspettare diversi giorni, forse anche una settimana.

Il videomessaggio di Fabrizio Corona: "Mi sto consegnando"

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