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Fabrizio Corona si è costituito: "Mi consegno spontaneamente"

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UPDATE ore 11.47 - La polizia ha emesso un comunicato stampa che spiega l'attività investigativa che ha portato agli sviluppi di mercoledì mattina: "Da ieri, un gruppo di lavoro costituito da investigatori della Squadra Mobile di Milano, dall’ufficiale di collegamento Interpol nonché da operatori delle locali Autorità di Polizia, stava lavorando in territorio portoghese all’individuazione di Fabrizio Corona, in quanto le attività investigative avevano fin da sabato permesso di raccogliere elementi circa la probabile presenza del ricercato a Lisbona. La scorsa notte alcuni soggetti, ritenuti vicini al latitante, sono stati identificati e sottoposti a controllo, anche presso le loro abitazioni, da parte del personale preposto alle indagini. Nella mattinata odierna, il ricercato si è arreso alle Autorità Portoghesi".

UPDATE ore 11.05 - L'Ansa conferma che Fabrizio Corona si è costituito a Lisbona. L'indiscrezione emerge da fonti vicine alle indagini. L'ex fotografo dei vip ha telefonato ad un collaboratore di SocialChannel, sito che gestisce, per annunciare la notizia: "Dopo 4 giorni di viaggio sono arrivato in Portogallo sto per consegnarmi spontaneamente". In basso l'audio della telefonata.

UPDATE ore 10.55 - Secondo Tgcom24 Fabrizio Corona sarebbe vicino alla resa. Alcune fonti non meglio precisate fanno sapere che starebbe per costituirsi alla polizia di un paese estero in cui si trova, probabilmente il Portogallo. Il fotografo si è arreso dopo quattro giorni di latitanza. Adesso verrà riconsegnato alle autorità italiane e dovrà scontare la pena di 5 anni più quella aggiuntiva per essere fuggito dopo la condanna.

Corona si consegna, l'annuncio

La vicenda giudiziaria di Fabrizio Corona sta generando una specie psicosi collettiva: il latitante più famoso d'Italia, ricercato dalla polizia nazionale ma anche dall'Interpol, viene avvistato ovunque. Sono decine le segnalazioni pervenute alla Procura di Milano da parte di persone che sostengono di averlo visto dal Nord al Sud del Paese, da Milano a Massa Carrara: una vera e propria caccia all'uomo che rischia però di trasformarsi in farsa e perfino di intralciare le indagini delle autorità.

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Le ultime indiscrezioni sulla sua fuga, avvenuta dopo la notizia della condanna a 5 anni di carcere per estorsione, danno Corona in un paese europeo come il Portogallo o la Spagna: sembra che l'ex agente fotografico abbia lasciato il paese in auto passando per la Francia e si sia nascosto in qualche località della penisola iberica contando sull'appoggio di conoscenti locali. Questa è la pista sostenuta dalla procura generale di Torino, che ne ha disposto l’arresto con un mandato internazionale di cattura. Continua ad esercitare una certa suggestione anche l'avvistamento a Santo Domingo, arrivato con una segnalazione al settimanale Oggi, di cui però non si hanno prove.

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Intanto nell'immaginario collettivo dei fan di Corona (e ne ha tanti) comincia a rafforzarsi quella certa iconografia che lo dipinge come un gangster dei giorni nostri, oppure, come una specie di martire dello Stato, con la sua fuga a rappresentare una ribellione contro una giustizia che ha applicato la mano pesante al suo caso. A dare una certa immagine di sè è lo stesso Corona: più volte in passato, intervistato da programi come Le iene o Piazzapulita, aveva confessato l'intenzione di scappare in caso di condanna definitiva pur di non tornare in carcere.

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Oggi sul Giornale l'amico regista Massimo Emilio Gobbi racconta le ultime parole di Corona da uomo libero: "Se io scappassi e morissi sul campo come Scarface diventerei un mito?". Fuggitivo per paura del carcere o per la volontà di diventare una leggenda? Quel che è certo è che Fabrizio Corona si aspettava una sentenza di condanna. Per questo pensava già ad una fuga, presumibilmente già organizzata diverse settimane prima che scattasse l'ordine di carcerazione: "Quando sono arrivato nella sede della sua società si è sfogato, parlando delle sue battaglie giudiziarie, dei suoi errori, persino di quanto gli era costato l'avvocato - racconta Gobbi - Poi, a bruciapelo, mi ha chiesto: 'Max, ma se io scappo e muoio sul campo, lo divento o no un mito?'. Gli ho risposto che di miti morti ce n'erano tanti, troppi. E che, facendo quella scelta estrema, lui sarebbe stato ricordato solo come un gran coglione". Insieme all'amico Gobbi, Corona aveva iniziato a girare proprio un remake del famoso film di Al Pacino, tanto che il regista lo definisce "troppo affascinato dall'idea cinematografica della fuga, da Scarface" e si dice preoccupato che Corona possa "commettere davvero una sciocchezza. Non so dove sia, ma da quel giorno non dormo più".

A confermare la paura per la condanna definitiva è anche il fratello minore dell'ex re dei paparazzi. Federico Corona ha scritto su Socialchannel.it: "Sembrava una serata come tante eravamo a cena e Fabrizio teneva banco come al solito, ma nei suoi occhi si leggeva la paura per una condanna così dura".

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