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Faida Scampia, arrestato il superboss latitante Antonio Mennetta

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L'hanno arrestato in una villa di Scafati (Salerno) sorvegliata con sofisticati sistemi di videosorveglianza insieme ad altri due pregiudicati, dei quali gli inquirenti stanno ora vagliando la posizione: Antonio Mennetta è considerato dagli uomini della Catturandi della squadra mobile di Napoli e dal personale del Servizio centrale operativo (Sco) il capo della faida che sta insaguinando Scampia per il controllo del traffico di droga. Sorpreso da un blitz alle tre della notte scorsa, quando si è reso conto che non aveva possibilità di fuga il boss si è consegnato spontaneamente agli agenti: "Sono Antonio Mennetta", avrebbe detto facendosi ammanettare.

Antonio Mennetta arrestato e rilasciato a luglio 2012: video

28 anni, ricercato per associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidio, Mennetta era già stato fermato dagli inquirenti lo scorso 23 luglio quando aveva interrotto la latitanza per andare a trovare la moglie e il figlio: gli investigatori lo avevano arrestato e condotto in carcere, ma dopo appena due giorni i giudici lo avevano liberato per mancanza di prove certe che lo ricollegassero alla faida tra i clan di Scampia per il controllo dello spaccio.

E invece, secondo le dichiarazioni di alcuni pentiti e in base a elementi investigativi, Mennetta non solo sarebbe uno dei 5 superboss latitanti che si contendono la supremazia del mercato della droga, ma addirittura l'uomo a capo dei 'Girati', colui che ha scatenato la guerra a Scampia per assicurarsi il controllo dell'area a nord della città, alleandosi ora con un gruppo, ora con un altro, per allargare il proprio 'giro di affari'. "Un soggetto scaltro e pericoloso, colui il quale ha tramato per tutti questi mesi tessendo alleanze e soprattutto tramando omicidi e vendette", lo ha definito la Procura Antimafia, ritenendolo responsabile della faida esplosa tra il clan Vanella Grassi, i 'Girati' per l'appunto, e gli Abete-Abbinante, che ha causato venti omicidi in pochi mesi.

Mennetta, che si è visto notificare dagli investigatori una misura cautelare per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso, era ricercato dallo scorso settembre. Prima di lui erano stati arrestati Mariano Abete e Rosario Guarino, mentre restano ancora latitanti Marco Di Lauro e Mario Riccio. Per riuscire a fermare i cinque, a ottobre polizia e carabinieri avevano diffuso loro foto segnaletiche chiedendo alla popolazione di collaborare per individuarli.

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