Excite

Falcone, 20 anni fa la strage di Capaci

  • Yuoreporter.it

23 maggio 1992 una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in una galleria scavata sotto l'autostrada A29 di Palermo, svincolo Capaci-Isola delle Femmine, uccide il giudice Giovanni Borsellino e sua moglie Francesca Morvillo. Muoiono sul colpo tre dei sei agenti della scorta: Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Il giudice non muore subito. Quando salta in aria è ancora cosciente, si volta verso gli altri agenti, li guarda e con gli occhi chiede aiuto. La scorta sopravvissuta si mette a protezione dell'auto dilaniata e aspetta che la mafia venga a finirli. Falcone morirà alle 19 un'ora dopo la strage, all'ospedale Civico di Palermo dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione, il magistrato Morvillo morirà intorno alle 22.

L'Italia si ferma. Per alcuni è la fine di ogni speranza per altri è l'inizio della ribellione contro la mafia. In Sicilia il clima è irreale, di disonrientamento. Ai funerali organizzati il 25 maggio, due giorni dopo l'attentato, nella chiesa di San Domenico, parteciparà l'intera città, insieme a colleghi, come Paolo Borsellino, e familiari e personalità come Giuseppe Ayala e Tano Grasso. I più alti rappresentanti del mondo politico, come Giovanni Spadolini, Claudio Martelli, Vincenzo Scotti, Giovanni Galloni e il neo eletto presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro vengono duramente contestati dai palermitani. Le immagini televisive delle parole e del pianto straziante della vedova Schifani, Rosaria, 22enne con un bambino di 4 mesi, susciteranno particolare emozione nell'opinione pubblica. La ragazza sfida i mafiosi che sicuramente erano prensenti in chiesa: "Vi perdono ma inginocchiatevi".

Giovanni Falcone muore solo. Prima di ucciderlo la mafia ha fatto il vuoto intorno a lui, prima uccidendo i più cari collaboratori e poi professionalmente. Si candida ad Alto Commissario per la lotta antimafia, viene bocciato. Si candida al Csm, i suoi stessi colleghi lo bocciano. Il culmine, quando Leoluca Orlando, e altri leader della Rete, lo accusano di tenere nei cassetti la verità sui delitti eccellenti. E' costretto a una umiliante difesa al Csm. Alla fine accetta la proposta del ministro della Giustizia, Claudio Martelli di dirigere gli Affari penali a Roma. Lo accusano di diserzione.

Questa mattina sono entrate nel porto di Palermo le due "Navi della legalità", messe a disposizione dalla Snav, dalle quali sbarcano circa 3 mila studenti per partecipare alle celebrazioni organizzate del ventennale e manifestazioni, secondo le stime degli organizzatori, dovrebbero partecipare complessivamente circa 20 mila giovani. E proprio in questa occasione l'ex magistrato del pool antimafia di Palermo, Giuseppe Ayala, si rivolge al neo sindaco di Palermo: "Orlando firmò un esposto più di vent'anni fa, ci ha messo la faccia, si è assunto una grave responsabilità questo bisogna che lo riconosca. Dopo vent'anni, se facesse un accenno, ammettendo 'ho sbagliato anch'io', non sarebbe male".

Quando il 23 maggio Giovanni Falcone viene ucciso, anche Borsellino, l'amico di sempre capisce che per lui il tempo è scaduto: "Sono un morto che cammina". Il 13 luglio rivela: "So che è arrivato il tritolo per me". A due colleghi magistrati confida, in lacrime: "Non posso credere che un amico mi abbia potuto tradire". Il 19 luglio, due minuti prima delle 17 un'autobomba lo uccide a via D'Amelio assieme ai cinque uomini della scorta.

L'annuncio del Tg1 il 23 maggio 1992

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017