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"Fallaci? Non mi sento in colpa"

"La giornalista che ama la guerra perchè le ricorda quando era giovane e bella". Così cantava Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, nel brano Salvami (ascolta), pubblicato nel 2002. Parole cariche di veleno dedicate ad Oriana Fallaci, parole che suscitarono una valanga di critiche e che tornano ora di grande attualità vista la recente scomparsa della giornalista-scrittrice.
"Pentito di quella frase? Assolutamente no", ha risposto il neo quarantenne cantante che, in un'intervista rilasciata a Paolo Bonolis per "Il senso della vita", non ci sta a passare per il pentito della situazione.
"In un primo momento ho provato imbarazzo", ha confessato Lorenzo, "poi però è prevalsa la ragione. Io l'ho definita così quando non era affatto indifesa, anzi era una della voci più difese dal mondo della cultura italiana, e dopo un articolo molto violento. Ci ho provato, ma davvero non riesco a sentirmi in colpa per quelle parole".
Il Jovanotti pacifista viene fuori con grande impeto quando ricorda con amarezza l'11 settembre di 5 anni fa: "Quel giorno ho patito moltissimo, perché anch'io mi sento un po' americano. Ma non credo che esistano un miliardo di persone che ci odiano: l'11 settembre ero in Pakistan e non avevo l'impressione di trovarmi in una terra ostile. Anzi erano molto ospitali".
Jovanotti ha scelto il programma di Bonolis per pubblicizzare "Quarantology", il suo libro autobiografico che celebra e allo stesso tempo racconta con dovizia di particolari i primi 40 anni dell'eclettico artista romano.

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