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Fastweb e Telecom Italia, Scaglia: 'Sono innocente, voglio collaborare'

L'ex amministratore delegato di Fastweb Silvio Scaglia, rientrato in Italia venerdì e subito arrestato nell'ambito delle indagini sulla maxi frode che ha investito le due società Fastweb e Telecom Italia Sparkle (controllata da Telecom Italia), sottolinea che è tornato per collaborare e di essere estraneo ai fatti. Dal carcere di Rebibbia a Roma, dove è rinchiuso, Scaglia non si spiega il motivo del suo isolamento giudiziario.

Ieri al fondatore di fastweb ha fatto visita il deputato radicale Rita Bernardini, alla quale Scaglia aveva chiesto la cortesia di contattare la moglie e di avvertirla che stava bene. Ma l'ispettore superiore della polizia penitenziaria che ha assistito alla visita, Luigi Giannelli, non ha permesso che venisse inviato alcun messaggio.

Alla deputata l'imprenditore ha detto: 'Come posso inquinare le prove se non ricopro in Fastweb da anni incarichi di responsabilità?'. E alla Bernardini che gli ha fatto notare che all'epoca dei fatti era ai vertici della società telefonica, Scaglia ha risposto: 'Oggi no non sono più quasi nulla, ma solo consigliere non esecutivo di quella società. Senza contare che se avessi voluto falsificare le carte processuali, non avrei certo fatto diecimila chilometri per presentarmi dai giudici e chiarire la mia posizione'.

Oggi l'imprenditore affronterà l'interrogatorio di garanzia. Conclusa la visita la deputata ha denunciato il sovraffollamento del carcere e, di conseguenza, le disumane condizioni in cui si trovano a vivere i detenuti.

 (foto © LaPresse)

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