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Fecondazione eterologa, ora è incostituzionale. Via libera a donatori esterni di ovuli e spermatozoi

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di Simone Rausi

Lo aveva detto il Tribunale di Catania, lo aveva ribadito quello di Milano e altri dubbi erano stati sollevati dalla Corte di Firenze. Ora, dopo una quantità enorme di discussioni e perplessità, cade del tutto il divieto di fecondazione eterologa. Un divieto che, ad oggi, è stato definito addirittura incostituzionale. A stabilirlo la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 del 2004.

Fecondazione assistita: si al test pre impianto

La norma in questione vieta, o sarebbe meglio dire vietava, la donazione di ovuli o spermatozoi da parte di un soggetto esterno alla coppia in caso di infertilità totale di quest’ultima. Il divieto di fecondazione eterologa è stata da tempo definita la norma simbolo della legge 40 ma altre parti di quest’ ultima, peraltro contestate, restano ancora in piedi.

Il divieto di accesso alla fecondazione assistita per coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche ad esempio ma anche il divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso, e quello di ricerca su embrioni non idonei alla gravidanza (su quest’ ultimo punto si pronuncierà in udienza, il prossimo 18 Giugno, la Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo). La legge 40 era stata voluta da Silvio Berlusconi nel 2004 ma, da allora, aveva subito diverse modifiche e limature: sono stati infatti eliminati il divieto di fecondare più di tre ovuli insieme e l’obbligo di impiantare nell’utero in un’unica soluzione tutti quelli fecondati.

La questione era stata sollevata da una coppia di Catania che aveva fatto ricorso dopo che gli era stata negata la possibilità di diventare genitori ricorrendo alla fecondazione eterologa. Il medico della fertilità della coppia si è detto soddisfatto: “Finalmente noi medici possiamo aiutare le coppie che ce lo chiedono senza mandarle all’estero. Ho visto troppe persone rinunciare o spendere una valanga di soldi”. Si stima infatti che le coppie migrate oltre frontiera per rincorrere il sogno di un bambino siano migliaia. Solo in Spagna ne sarebbero arrivate 5 mila, tutte con il cuore aperto e il portafoglio pure. La procedura costa infatti più di 8 mila euro.

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