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Federica Mangiapelo, morta a Bracciano: era malata di cuore. Si indaga sul fidanzato

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Si apre la strada ad una verità giudiziaria diversa, per la morte della giovane Federica Mangiapelo, passata alle cronache come la ragazza del lago di Bracciano.

Indagini sulla morte di Federica Mangiapelo: le prime ipotesi avanzate dagli inquirenti

Si attende l’esito della nuova perizia medico legale disposta dal tribunale di Civitavecchia, per dare concretezza alla pista dell’omicidio volontario, sulla quale sembra stiano ormai lavorando gli inquirenti dopo aver scongiurato il rischio dell’archiviazione.

Unico indagato dall’apertura delle indagini ad oggi risulta Marco Di Muro, cameriere di 24 anni di Formello, all’epoca dei fatti fidanzato della sedicenne laziale, che dovrà rispondere ai giudici delle non poche zone d’ombra rilevate a suo carico nel tempo: pesano, in questo senso, le contraddizioni nei racconti fatti a caldo dal ragazzo, protagonista di una condotta giudicata dagli addetti ai lavori tutt’altro che trasparente ma ancora da decifrare con attenzione.

Ad auspicare un approfondimento dell’inchiesta da parte del Gip ed un ribaltamento della decisione iniziale della Procura erano stati i coniugi Mangiapelo, assistiti in giudizio all’avvocato Andrea Rossi, in prima linea nella conduzione di una sorta di controinchiesta con l’ausilio di un perito, il professore Di Luca, capace di confutare radicalmente la tesi della morte per miocardite della povera Federica.

Il corpo della ragazza del lago venne trovato all’alba del 1 novembre del 2012 privo di vita in località Bracciano, non nella spiaggia di Vigna di Valle come si era creduto in un primo momento, ma in acqua, con dettagli che sembrerebbero condurre all’ipotesi dell’uccisione per affogamento anziché alla morte naturale legata ad una infezione del cuore.

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