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Felix Baumgartner record: riuscito! Oltre il muro del suono

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Dopo giorni di rinvii, finalmente le condizioni climatiche del deserto di Roswell, nello stato americano del New Messico, hanno permesso a Felix Baumgartner di tentare l'impresa Red Bull Stratos, un lancio 'epico' da un'altezza di oltre 39.000 metri. Il jumper austriaco, al termine di una salita nella stratosfera durata 2 ore e 38 minuti, si è dunque buttato nel vuoto, e dopo poco più di 4 minuti di caduta libera ha aperto il paracadute e quindi ha toccato terra, scrivendo il suo nome nella storia.

Felix Baumgartner: la fotocronaca del lancio

Nato a Salisburgo il 20 aprile 1969, con il suo lancio Felix ha battuto tre record sui quattro che si era prefissato: quello del primo uomo che supera la barriera del suono in caduta libera (1.193,4 km/h), quello del volo ad altitudine con equipaggio e quello del lancio con paracadute dall'altezza più alta mai tentata, fallendo solo quello della caduta libera di maggiore durata. B.A.S.E. 502 prende così il posto nel libro del Guinness dei Primati di Joe Kittinger, il colonnello dell'aereonautica americana che 52 anni fa, con la tecnologia dell'epoca, si lanciò da 31.333 metri di altezza. A Kittinger resta comunque il record di volo a corpo libero e l'onore di avere guidato Felix nella sua impresa: il colonnello era infatti 'il signore con gli occhiali' che dava istruzioni al paracadutista estremo.

Per riuscire nella sua impresa, il jumper di Salisburgo ha realizzato due lanci di prova a marzo e a luglio 2012, rispettivamente da 21.818 e da 29.460 metri, avvalendosi delle competenze teoriche e tecniche di un team di scienziati e ricercatori sovvenzionato da Red Bull. La squadra di specialisti ha messo a punto l'attrezzatura necessaria a Felix per riuscire nella sua impresa: una navicella pressurizzata, agganciata a un pallone aerostatico in polietilene con una superficie pari a 40 ettari gonfiato a elio, e una tuta simile a quella degli astronauti, progettata per difendere il paracadutista dalle temperature estreme della stratosfera (fino a -50°C) e dalla pressione, che oltre i 18.900 metri di altitudine può causare la rapida espansione dei gas disciolti nel sangue e avere conseguenze letali.

"Naturalmente amo le sfide: sin da piccolo sono sempre stato molto competitivo. Il motivo per cui lo faccio è che mi è sempre piaciuto volare, essere un paracadutista. Lo sono stato prima, da militare nell'esercito, e dopo 10 anni sono diventato un base jumper" ha dichiarato Felix prima di lanciarsi per spiegare le ragioni dietro il Red Bull Stratos, ma l'impresa da lui portata a termine ha anche un enorme valore scientifico. Il suo corpo e la tuta erano infatti pieni di sensori per monitorare gli effetti della velocità e dell'accelerazione sul fisico e sul cervello e per studiare un eventuale 'sistema di rientro d'emergenza' per gli astronauti e per quelli che un domani non troppo lontano saranno i 'turisti' dello spazio.

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