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Fergie: 'I testi dei Black Eyed Peas? Stupidi'

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Qualcuno, in fondo, se ne era accorto. Alcuni passaggi dei testi dei Black Eyed Peas non sono certo un esempio lampante di ottima scrittura musicale. Chiedetelo a Mogol, il guru vi dirà.

Ma se non volete scomodarlo, sappiate che ad ammettere una certa povertà nei contenuti è stata la stessa Fergie, voce femminile del collettivo black/pop californiano. 'C'è chi capisce il gioco e chi no. Ci vuole una certa dose di autoironia per essere in un gruppo e saper ridere delle proprie canzoni. Alcuni dei nostri testi sono davvero stupidi, lo sappiamo'. Qualche esempio? Vi rinfreschiamo la memoria: 'Don't, don't, don't, don't, Don't, don't, don't, don't, Don't, don't, don't, don't stop the party' e 'Ha ha ha Pump it, Ha ha ha and pump it'. Ci fermiamo qui per una sorta di rispetto.

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Insomma, Fergie fa il mea culpa e, oltre a parlare della dipendenza dalla droga che 'stava rovinando non solo me, ma la mia famiglia e la mia carriera perché l'eccesso di euforia era ormai fuori controllo', ammette la superficialità di alcuni versi.

Tuttavia i pregi ci sono. Stupido chi non li ha ancora trovati. 'La nostra musica è divertimento, abbiamo lavorato molto per essere dove siamo e qualcosa, in futuro, resterà. Abbiamo fatto la nostra gavetta, avuto i nostri alti e bassi e pagato i nostri debiti: dopo tutto, in mezzo ad un sacco di versi stupidi c'è anche qualcosa degno di essere ricordato'.

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