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Ferrero, spot razzista: "La Germania vota bianco". Ritirato, ma è polemica

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"La Germania vota bianco" e Ferrero finisce nei guai, accusata di razzismo. Ai consumatori tedeschi (e non solo) non è piaciuto lo spot ideato dall'agenzia pubblicitaria M&C Saatchi per promuovere il nuovo cioccolato bianco Küsschen e l'azienda dolciaria di Alba, in Piemonte, si è affrettata a ritirarlo, aggiungendo di non voler trasmettere alcun messaggio xenofobo.

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A scatenare la polemica - allargatasi immediatamente a macchia d'olio, ancora una volta tramite Facebook e Twitter - la pubblicità di 30 secondi destinata alla tv dei Ferrero Küsschen, "piccoli baci" per l'appunto di cioccolato bianco. Nel video si vede una confezione gigante del prodotto parlare dal palco di una campagna elettorale, con chiari riferimenti alla corsa presidenziale di Barack Obama, fin nello slogan: "Yes, Weiss Can", un gioco di parole tra inglese e tedesco che si può tradurre: "Sì, il bianco può". La platea - di giovani, tutti bianchi - lo scandisce a gran voce e lo spot si chiude con la scritta: "Deutschland wählt weiss", ovvero: "La Germania sceglie il bianco".

Un claim che a molti ha ricordato gli slogan del partito di estrema destra tedesco Nationaldemokratische Partei Deutschlands (NPD) e che ha fatto piovere sulla pagina Facebook di Ferrero una valanga di critiche: "Spero che al cretivo che ha inventato questo spot vada di traverso un cioccolatino bianco e che nei dintorni non ci sia nessuna nazista che lo aiuti a sputarlo", ha postato un utente su Facebook, mentre su Twitter altri due hanno scritto: "Ferrero Weiss vuole diventare lo sponsor principale dell'NPD?" e "d'ora in poi l'NPD non mangerà altro che Ferrero Weiss".

Insomma, un vero e proprio boomerang per l'azienda piemontese, che ha subito ritirato lo spot, annunciando "cambiamenti" e chiarendo anche di non avere avuto intenzione di offendere nessuno (e ci mancherebbe pure): "Per noi è importante sottolineare chiaramente che siamo totalmente contro a ogni forma di xenofobia, estremismo di destra o razzismo", ha dichiarato Ferrero a Spiegel online, aggiungendo: "Tutte le nostre affermazioni riguardano esclusivamente il cioccolato bianco, senza alcun intento xenofobo. Ci dispiace che la pubblicità sia sta fraintesa e che il messaggio relativo al prodotto non sia stato capito".

Tuttavia, le 'mezze' scuse dell'azienda non hanno placato le polemiche, con Tahir Della, uno dei principali esponenti di Iniziativa per una Germania nera, che ha rimarcato "il sottile razzismo che può esistere" nel Paese. "E' riconosciuto dalle persone che lo subiscono, mentre la maggior parte non se ne accorge subito", ha aggiunto l'uomo, spiegando che la Germania sta ancora facendo i conti con il proprio passato e la dominazione coloniale. Negli anni scorsi si sono registrati altri casi di pubblicità ritenute 'xenofobe' e per questo ritirate, senza contare, sottolinea lo Spiegel, che la "sensibilità" razziale" dei tedeschi è ancora aumentata dopo la scoperta di una cellula clandestina neonazista che dal 2000 al 2006 ha ucciso nove immigrati (gli "omicidi del kebab") e l'inizio del processo contro l'unica ancora in vita del gruppo, Beate Zschäpe.


Il video dello spot Ferrero accusato di razzismo

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