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Fincantieri, scontri a Genova per la chiusura

Il piano industriale del gruppo navale Fincantieri, che prevede la chiusura dello storico cantiere navale di Genova a Sestri Ponente, dell'impianto di Stabia nel Napoletano e il ridimensionamento di Riva Trigoso, ha scatenato la dura protesta dei lavoratori. Questa mattina a Genova un gruppo di operai ha trascinato davanti all'ingresso della Prefettura alcuni cassonetti dell'immondizia, con i quali ha tentato di sfondare il cordone di polizia.

Tra i manifestanti e le forze dell'ordine, in assetto antisommossa, è esploso lo scontro. Nel corso dei tafferugli con gli agenti, due operai sono rimasti feriti, uno ha riportato lesioni alla testa. I lavoratori di Fincantieri hanno esposto striscioni contro l'amministratore delegato dell'azienda Giuseppe Bono e il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, il quale ha convocato, per venerdì 3 giugno, i vertici di Fincantieri e i sindacati nazionali per fare il punto sul piano di riorganizzazione industriale reso noto dalla società.

Ma i lavoratori di Fincantieri hanno chiesto un incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La tensione si è un po' allentata al termine di un incontro con il prefetto di Genova Francesco Musolino e con i rappresentanti delle istituzioni locali.

Bruno Manganaro, della Fiom ligure, ha spiegato: 'Ci hanno dato tutti ragione, dal prefetto al presidente della regione Claudio Burlando alla sindaco di Genova Marta Vincenzi. Poi ci hanno fatto parlare con il ministro Romani, che ci ha detto 'dovete fidarvi, non si chiude niente'. Noi invece non ci possiamo fidare, vogliamo la data certa di un incontro ai massimi livelli'.

La protesta non è divampata solo a Genova. Mentre nel capoluogo ligure è stata presa d'assalto la Prefettura, un gruppo di operai ha bloccato in entrambe le direzioni la strada statale sorrentina. Ieri sera, poi, tre operai hanno fatto irruzione nel Municipio di Castellammare di Stabia ed hanno occupato gli uffici del Comune. In questo caso la protesta è sfociata in violenza e quattro tra sovrintendenti e agenti di polizia sono rimasti feriti.

La tensione è scattata in seguito all'incontro dell'osservatorio strategico di Fincantieri con le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, quando è arrivata la notizia della decisione di chiudere lo stabilimento di Castellamare. Il piano industriale annunciato dal gruppo navale prevede oltre 2mila esuberi e la chiusura di tre stabilimenti.

 (foto © LaPresse)

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