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Fini: i campi nomadi non vanno visitati ma demoliti

Il leader di AN Gianfranco Fini, intervistato da Lucia Annunziata per il suo programma "In mezz'ora" non usa giri di parole per esprimere il suo punto di vista sui problemi connessi all'immigrazione, in particolare romena (Vota il sondaggio di Excite sul decreto espulsioni). "L'antidoto al razzismo, alla xenofobia e all'intolleranza è la legalità, il rigore, non il buonismo - dice subito - I campi nomadi non vanno visitati ma demoliti. Un conto sono quelli attrezzati, un altro sono campi degni di Calcutta. Chi vive nella baracche o sulle sponde dei fiumi, o in mezzo ai topi e in fogne a cielo aperto - continua - è evidente che non ha un lavoro e per questo deve essere espulso. Ma espulso non significa essere 'avvisato' ma essere messo sull'autobus e riaccompagnati a Bucarest"

Alla possibile obiezione che le espulsioni dovrebbero rappresentare soltanto l'ultima ratio e che prima bisognerebbe tentare la strada dell'integrazione risponde che "non ci si può integrare con chi, tipo i rom, si rifiuta. L'integrazione è impossibile con chi ha principi diversi da noi". Gestire l'immigrazione come è stato fatto fino ad ora è irresponsabile - rincara Fini - perchè significa crearsi in casa una polveriera pronta ad esplodere e fomentare possibili ondate razziste e xenofobe. Definisce "8/10 deficienti" i responsabili del raid razzista di Tor Bella Monaca ("prenderei a pedate chiunque provi a farsi giustizia da solo") ma ribadisce che non si possono assolutamente lasciare le cose così come stanno: "a Roma si possono "espellere subito 20.000 persone" e in tutta Italia 200-250 mila espulsioni costituierebbero già una notevole boccata di ossigeno.

Questo per tamponare il problema. Secondo Fini però la soluzione però sarebbe ripristinare una forma di controllo alle frontiere: "un cittadino rumeno, quando arriva alla frontiera, non deve esibire il passaporto in quanto cittadino dell'Ue, ma nulla osta che un ufficiale segni il nome di quella persona e se dopo 10 giorni si scopre che vive in una baraccopoli e' evidente che non e' venuto per lavorare, allora puo' essere espulso"

E' evidente comunque che questa volta la linea dura non è solo di Fini: a Roma già sono in corso i primi sgomberi delle baraccopoli e le prime espulsioni. Bisognerà aspettare per vedere se quella in corso sarà un'operazione solo di immagine o di più ampio respiro.

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