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Fiorello, scuse a Bartolozzi: "Perdonami, posso venire a trovarti o mi tiri una scarpa?"

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Chiede umilmente perdono, Rosario Fiorello, dopo l’incidente che lo ha visto protagonista lunedì mattina a Roma in via Camilluccia con conseguenze serie ma per fortuna non gravissime sul pedone travolto in motorino. In realtà, le condizioni dell’attore e del pensionato sono ancora piuttosto delicate e per nessuno dei due sembra dietro l’angolo il recupero completo.

Incidente Fiorello, le foto dei soccorsi

Quello che conta, per lo showman siciliano, al momento è fare pace con Mario Bortolozzi, pensionato di 73 anni che nello scontro di avantieri ha rischiato di riportare traumi ben peggiori di quelli, pur molto rilevanti, riscontrati dai medici del Policlinico Gemelli nelle ultime ore. Dopo il trasferimento presso Villa Stuart, l’anziano ex amministratore di Ina Assitalia è riuscito ad avere un colloquio coi giornalisti ed ha accettato le scuse pubbliche, precisando di non voler conservare rancore per la disavventura causata dalla guida imprudente del comico catanese.

“Tutti possono commettere degli errori ha dichiarato Bartolozzi, pronto a mostrare fairplay anche di fronte a qualche battuta infelice come quella del conduttore radiofonico Marco Baldini sulla presunta fortuna di essere investito da Fiorello”. Tra i due, a dire il vero, non c’è mai stata particolare tensione, essendo stata apprezzata dal primo momento la sincerità sia del diretto interessato che della moglie Susanna, dimostratasi sempre gentile agli occhi del 73enne romano.

Al termine del ricovero in terapia intensiva, nonostante le evidenti difficoltà nei movimenti e la debolezza della voce, il pensiero di Fiorello si è rivolto subito a Mario, raggiunto telefonicamente per esprimere ancora una volta il rammarico per il brutto incidente stradale provocato in via della Camilluccia 2 giorni fa: Non riattaccare, ti prego. Chiedo infinitamente scusa per quello che ti ho fatto” sono state le parole pronunciate a fatica da Fiore al cellulare, mentre dall’altro lato Bartolozzi esprimeva comprensione ed apprezzamento per la chiamata ricevuta.

“Mi piacerebbe poter venire venerdì prossimo a trovarti. Posso, oppure mi tiri una scarpa? ha domandato con un po' di ritrovata autoironia Rosario Fiorello prima di concludere una telefonata breve e faticosa, ma significativa e per questo salutata con sentita benevolenza dall'interlocutore.

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