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Fire Challenge, la moda di darsi fuoco e mettere il video online: ragazzo diventa torcia umana VIDEO

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di Simone Rausi

Vi ricordate la moda delle NekNomination? Ci si scolava tutta d’un fiato una buona quantità di superalcolici e si metteva il video sul web, meglio sui social, dove poi si sfidavano gli amici a fare di meglio. Sembrava il fondo del barile e invece, come sempre avviene, scopriamo che c’è ancora da raschiare. Dalla padella alla brace verrebbe da dire, d’altronde la nuova sfida virale che corre sul web si chiama Fire Challenge e, come è intuibile dal nome, consiste nel darsi fuoco davanti gli amici.

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Le regole sono semplici: si cosparge una parte del corpo con un liquido infiammabile, poi si avvicina un accendino e parte la fiammata. Il fuoco divampa in un istante e a quel punto la sfida consiste nello spegnere l’incendio sul proprio corpo nel minor tempo possibile. Qualcuno ci riesce anche, altri invece, specie quando poi a prendere fuoco sono i vestiti, finiscono dritti al reparto grandi ustionati del primo ospedale cittadino .

Basta scrivere Fire Challenge su Youtube per scoprire quanti ragazzi hanno già messo on line la loro prova. La curiosità è tanta (basta vedere il numero di visualizzazioni per ogni video, decine di migliaia nel peggiore dei casi) e l’effetto emulazione è già partito. Giusto per farvi capire di cosa stiamo parlando ecco un video che riprende uno degli ultimi “giocatori” di Fire Challenge diventare una torcia umana dentro la vasca da bagno, tra il panico degli amici. Nel video vedrete anche altri esempi di Fire Challenge.

I feriti ci sono eccome: Michael Symonette, 14 anni, ha provato a darsi fuoco nella sua casa in Texas. È finito in ospedale con ustioni di secondo grado e ora la madre vuole che il figlio mostri le sue ferite alla tv locale come monito per gli altri adolescenti. Il problema, o uno tra gli altri, sarebbe proprio nel non far vedere la fine drammatica di questi assurdi video. “Il video si interrompeva una volta spente le fiamme, ma non mostrava quello che succedeva dopo, né le conseguenze riportate dalla persona. Ora sa quanto possa essere pericoloso, non so a cosa pensavo” ha detto un quindicenne del Kentucky attualmente ricoverato per ustioni di terzo grado al torace.

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