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Empoli, negozio vietato ai cinesi

La risposta alla provocazione del negozio anti cinese. Alcune persone hanno affisso un cartello con la scritta 'Vietato l’ingresso agli americani che non parlano polacco, agli svedesi che non parlano spagnolo e agli svizzeri che non parlano arabo' (foto: iltirreno.gelocal.it).
La risposta alla provocazione del negozio anti cinese. Alcune persone hanno affisso un cartello con la scritta 'Vietato l’ingresso agli americani che non parlano polacco, agli svedesi che non parlano spagnolo e agli svizzeri che non parlano arabo' (foto: iltirreno.gelocal.it).
Ha scatenato una grossa polemica il cartello affisso sulla vetrina di un negozio di abbigliamento ad Empoli, con la scritta 'No ai cinesi se non parlano italiano'. Molti i passanti inorriditi dal gesto giudicato senza alcun dubbio razzista, ma il titolare del negozio, Gino Pacilli, 63 anni, si difende asserendo che non si tratta di razzismo ma di educazione. I clienti cinesi a quanto pare, entrano spesso nel negozio solo per copiare i dettagli e le rifiniture dei capi d'abbigliamento, senza mai comprare (foto: iltirreno.gelocal.it).
Ha scatenato una grossa polemica il cartello affisso sulla vetrina di un negozio di abbigliamento ad Empoli, con la scritta 'No ai cinesi se non parlano italiano'. Molti i passanti inorriditi dal gesto giudicato senza alcun dubbio razzista, ma il titolare del negozio, Gino Pacilli, 63 anni, si difende asserendo che non si tratta di razzismo ma di educazione. I clienti cinesi a quanto pare, entrano spesso nel negozio solo per copiare i dettagli e le rifiniture dei capi d'abbigliamento, senza mai comprare (foto: iltirreno.gelocal.it).
Ha scatenato una grossa polemica il cartello affisso sulla vetrina di un negozio di abbigliamento ad Empoli, con la scritta 'No ai cinesi se non parlano italiano'. Molti i passanti inorriditi dal gesto giudicato senza alcun dubbio razzista, ma il titolare del negozio, Gino Pacilli, 63 anni, si difende asserendo che non si tratta di razzismo ma di educazione. I clienti cinesi a quanto pare, entrano spesso nel negozio solo per copiare i dettagli e le rifiniture dei capi d'abbigliamento, senza mai comprare (foto: iltirreno.gelocal.it).
Ha scatenato una grossa polemica il cartello affisso sulla vetrina di un negozio di abbigliamento ad Empoli, con la scritta 'No ai cinesi se non parlano italiano'. Molti i passanti inorriditi dal gesto giudicato senza alcun dubbio razzista, ma il titolare del negozio, Gino Pacilli, 63 anni, si difende asserendo che non si tratta di razzismo ma di educazione. I clienti cinesi a quanto pare, entrano spesso nel negozio solo per copiare i dettagli e le rifiniture dei capi d'abbigliamento, senza mai comprare (foto: iltirreno.gelocal.it).
Ha scatenato una grossa polemica il cartello affisso sulla vetrina di un negozio di abbigliamento ad Empoli, con la scritta 'No ai cinesi se non parlano italiano'. Molti i passanti inorriditi dal gesto giudicato senza alcun dubbio razzista, ma il titolare del negozio, Gino Pacilli, 63 anni, si difende asserendo che non si tratta di razzismo ma di educazione. I clienti cinesi a quanto pare, entrano spesso nel negozio solo per copiare i dettagli e le rifiniture dei capi d'abbigliamento, senza mai comprare (foto: iltirreno.gelocal.it).

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