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Pesce d’Aprile: scherzi da non fare assolutamente

di Simone Rausi

Pesce d’Aprile: allora vale tutto. Ecco, non fatelo. Toglietevi dalla testa che sotto la voce scherzo possa collocarsi qualsiasi cosa. C’è gente che attende con ansia il primo di Aprile per mettere in atto vendette inesorabili da accogliere con un sorriso, per sfogare rabbia e frustrazione che tanto poi “fatti una risata!”. No e ancora no. Se non fa ridere e se i suoi effetti non svaniscono entro pochi minuti allora non è uno scherzo. Se state pensando a qualcosa del genere siete delle brutte persone. Sfogliate la gallery e “Don’t try this at home”.
Segni indelebili: qualsiasi sia lo scherzo che state pensando ricordatevi che i suoi effetti devono essere temporanei. E per temporanei si intende la durata di una risata. Se state pensando di applicare una striscia di ceretta sulla pancia del vostro amico mentre lui è nel mondo dei sogni o se state valutando di utilizzare un pennarello (magari indelebile) per disegnare dei baffi alla francese sulla faccia di vostra madre allora siete pazzi.
Non fa male: sembrerebbe banale ma uno scherzo non produce dolore. Può sembrare quasi paradossale ma escoriazioni, bruciature e bernoccoli non fanno esattamente sganasciare dalle risate. Su Youtube circolano video in cui gente fuori di sé sorprende il fratello alla fine del corridoio con una bella mazzata in faccia o lo fa rotolare dal divano in cui sta dormendo al pavimento con tanto di sonoro tonfo. Fate in modo di essere lungimiranti: ci sono pesci d’aprile che iniziano con idee divertenti e finiscono al reparto grandi ustionati del San Raffaele.
Non fa male: sembrerebbe banale ma uno scherzo non produce dolore. Può sembrare quasi paradossale ma escoriazioni, bruciature e bernoccoli non fanno esattamente sganasciare dalle risate. Su Youtube circolano video in cui gente fuori di sé sorprende il fratello alla fine del corridoio con una bella mazzata in faccia o lo fa rotolare dal divano in cui sta dormendo al pavimento con tanto di sonoro tonfo. Fate in modo di essere lungimiranti: ci sono pesci d’aprile che iniziano con idee divertenti e finiscono al reparto grandi ustionati del San Raffaele.
La salute prima di tutto: non fate mai scherzi in cui fingete un malore, fate finta di essere morti, aspettate vostra madre a letto con occhi spiritati e immobili. C’è gente che ci resta secca davvero. “Pesce d’Aprile!” e un attimo dopo c’è da scegliere tra color mogano e bianco panna per la bara. Questo è il Paese con il più alto numero di infarti in Europa.
Interrompere il sonno: ecco, a proposito, questa cosa qui di sorprendere le vittime dei vostri scherzi mentre sono incoscienti e totalmente indifesi è anche un attimino da codardi. Pensate a come state voi al mattino appena svegli. A volte sognate di fare del male fisico alle persone che vi parlano al momento della colazione, figuriamoci se queste persone dovessero svegliarvi con una tromba all’orecchio o una secchiata di acqua gelida. A quel punto sono legittimi schiaffi che sembrano pedate e calci che appaiono come pugni. Vale tutto.
Finti tradimenti: c’è gente che a preparare un pesce d’Aprile comincia già a Febbraio. Sono piani macchinosi, elaborati, degni di un’intelligenza che sembra superiore ma che poi no. Non è così. Un grande classico è inscenare finti tradimenti. Chi organizza questi tipi di scherzi crea profili tarocchi, si auto scrive finti messaggi, si auto posta immagini ad alto tasso erotico per poi, quando il partner è su tutte le furie, dire: “Amore, ahahaha, pesce d’Aprile!”. No, non funziona così. Ditelo all’avvocato matrimonialista Bernardini De Pace.
Finti tradimenti: c’è gente che a preparare un pesce d’Aprile comincia già a Febbraio. Sono piani macchinosi, elaborati, degni di un’intelligenza che sembra superiore ma che poi no. Non è così. Un grande classico è inscenare finti tradimenti. Chi organizza questi tipi di scherzi crea profili tarocchi, si auto scrive finti messaggi, si auto posta immagini ad alto tasso erotico per poi, quando il partner è su tutte le furie, dire: “Amore, ahahaha, pesce d’Aprile!”. No, non funziona così. Ditelo all’avvocato matrimonialista Bernardini De Pace.
Flirt tarocchi: sul fronte amoroso c’è anche questo. Solitamente si sceglie l’amico che non ha mai avuto la fidanzata o il maschio in calore che si farebbe pure il tavolinetto in salotto. Si crea un finto profilo femminile, quasi sempre una strafiga spaziale, e ci si prova con insistenza e attenzione per i dettagli. C’è gente a cui la situazione sfugge di mano e che porta avanti corteggiamenti che durano mesi. Siamo seri, finiamola! La delusione non fa ridere.
Ti lascio: chiamare la fidanzata, fingere una litigata o un’improvvisa presa di coscienza e poi dirle “Mi spiace, ma è finita”. Non si fa ragazzi, non si fa davvero. C’è gente che ci resta secca ma, soprattutto, c’è gente a cui lo scherzo torna indietro con gli interessi. Avete presente una situazione del tipo:
“Amore, ti lascio!”
“No, ti lascio io. Era da un po’ che volevo dirtelo.
Epic Fail.
Danni a cose materiali: adesso apriamo il capitolo rabbia repressa. Rompere uno specchietto, bucare una ruota, appiccicare una gomma da masticare al citofono di casa, disegnare un enorme pene sul vetro della finestra. Ecco, questi non sono scherzi, sono cose per cui si finisce di fronte a un giudice.
Ma chi sei, Dario Argento? Sangue, ragni, scorpioni, pezzi di dito, vomito finto nel panino. Insomma, fanno tanto anni ’80…
Ma chi sei, Dario Argento? Sangue, ragni, scorpioni, pezzi di dito, vomito finto nel panino. Insomma, fanno tanto anni ’80…

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