Excite

Russia omofoba, 10 schiaffi a Putin e alle leggi anti-gay

di Simone Rausi

Volendo passar sopra ai gabinetti adiacenti, alla terra dipinta di verde, alla mancata connessione internet e all’acqua gialla dei rubinetti, volendo passar sopra a tutti i problemi del villaggio olimpico, non si riesce a fare finta di niente rispetto al trattamento che la Russia di Putin continua a infliggere agli omosessuali. Così mentre il circo di Sochi 2014 va avanti, dal mondo arrivano decine di segnali che “così non si può andare avanti”. Dieci schiaffoni a Putin e alle sue leggi omofobe, tra leggerezza e serietà. Eccoli…

GLI INCASSI RECORD DEL MAYAK: Pare sia l’unico nightclub gay nei pressi del villaggio olimpico, “un cabaret” come ama definirlo il proprietario. Gli affari vanno benone e se Putin dice no ai gay, migliaia di persone hanno detto si. Mai incassi così alti e locale così pieno fin ora: atleti, giornalisti, curiosi. Il successo del Mayak gira il mondo sui social network e sulle reti tv.
LA SFIDA TEDESCA: La delegazione degli atleti entra festosa. Nessun cartello e nessun gesto ma la divisa parla chiaro. I colori sono quelli della bandiera arcobaleno uno dei simboli dell’omosessualità.
LA SFIDA TEDESCA: La delegazione degli atleti entra festosa. Nessun cartello e nessun gesto ma la divisa parla chiaro. I colori sono quelli della bandiera arcobaleno uno dei simboli dell’omosessualità.
IL DOODLE DI GOOGLE: Anche il più importante motore di ricerca scende in pista a suo modo. Nella giornata dedicata alle olimpiadi di Sochi2014 propone una grafica rainbow in pieno gay style.
IL GAY CENTER: proteste anche in Italia. In concomitanza con l’inizio dei giochi alcuni rappresentanti del gay center sono andati a protestare sotto la sede dell’ambasciata russa sita in via Gaeta. A combattere contro l’omofobia c’erano anche Movimento 5 stelle, Partito Democratico, Radicali e Sel, oltre ad ArciGay, ArciLesbica e l'associazione dei Radicali «Certi Diritti».
L’IRONIA CANADESE: Geniale mossa dell’'Istituto Canadese per le diversità e l'integrazione che ha pubblicato un video divertente che ha raccolto consensi ovunque. Nel video si vedono due atleti nello slittino (immagine sopra) e il messaggio recita: “Le olimpiadi sono sempre state un po’ gay. Lasciamole così”.
L’IRONIA CANADESE: Geniale mossa dell’'Istituto Canadese per le diversità e l'integrazione che ha pubblicato un video divertente che ha raccolto consensi ovunque. Nel video si vedono due atleti nello slittino (immagine sopra) e il messaggio recita: “Le olimpiadi sono sempre state un po’ gay. Lasciamole così”.
RUSSIAN KISS: Il giorno della cerimonia d’apertura sul web andava in onda un altro show. A metterlo in atto due norvegesi, La cantante pop Annie (Anne Lilia Berge Strand) e il visual artist Bjarne Melgaard. Sono loro gli autori del videoclip Russian Kiss in cui persone dello stesso sesso si baciano per provocazione. Il video è già a quota centomila visualizzazioni.
CHANNEL 4 E THE GUARDIAN: La rete e il giornale inglese si sono nettamente schierati in favore di gay e lesbiche. La prima ha modificato il suo logo con i colori arcobaleno e ha mandato in onda uno spot in cui un bear augura buona fortuna agli atleti. Il secondo ha colorato la G di Guardian e di Gay coi toni rainbow.
IL BOICOTTAGGIO DEI CAPI DI STATO: Hanno declinato l’invito i leader delle principali nazioni europee: Obama, Hollande, Angela Merkel e David Cameron. Un modo esplicito per mostrare dissenso.
LA PROTESTA DI OBAMA: Il presidente degli Stati Uniti d’America ha deciso di inviare nella sua delegazione due atlete non in gara. Alla cerimonia di chiusura ci sarà Caitlin Cahow paladina dei diritti delle lesbiche, nonché difensore della nazionale femminile di hockey su ghiaccio mentre in quella d’apertura doveva esserci Billie Jean King, tennista e tra i primi atleti al mondo a fare coming out (la King ha poi dovuto rinunciare in seguito alla scomparsa della madre).
LA PROTESTA DEL FIOCCO DI NEVE: In molti hanno attribuito un messaggio fatalista all’incidente avvenuto durante la cerimonia di apertura. I cinque fiocchi di neve luminosi dovevano aprirsi per formare i cinque cerchi ma uno non è sbocciato, è rimasto chiuso. Una minoranza in protesta.
LA PROTESTA DEL FIOCCO DI NEVE: In molti hanno attribuito un messaggio fatalista all’incidente avvenuto durante la cerimonia di apertura. I cinque fiocchi di neve luminosi dovevano aprirsi per formare i cinque cerchi ma uno non è sbocciato, è rimasto chiuso. Una minoranza in protesta.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017