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Franca Rame: è morta l'attrice moglie di Dario Fo

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Si è spenta oggi a Milano, all'età di 84 anni, Franca Rame. Attrice, già senatrice della Repubblica Italiana eletta nelle liste di Italia dei Valori e moglie del Premio Nobel Dario Fo, era malata da tempo e recentemente - il 19 aprile 2012 - era stata colpita da un ictus, che aveva reso necessario un suo ricovero d'urgenza all'Ospedale Policlinico di Milano. Dichiaratamente schierata nel politico e da sempre impegnata nel sociale, per i suoi valori e le sue idee nel 1973 è rimasta vittima di un odioso episodio di violenza fisica e sessuale ad opera di un gruppo di esponenti di estrema destra.

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La notizia della scomparsa di Franca Rame è stata battute dalle diverse agenzie dopo che questa mattina, intorno alle 8.50, dall'abitazione che condivideva con il marito Dario Fo, a Porta Romana, era partita una richiesta di intervento al 118. Stando alle prime testimonianze, il personale dell'ambulanza ha provato a rianimare la donna, ma dopo poco si è reso conto che per lei non c'era più nulla da fare e ne ha constatato il decesso.

La storia d'amore di Franca Rame e Dario Fo, nonostante il dramma

Nata a Parabiago (Milano), il 18 luglio 1929, Franca Rame era una vera e propria figlia d'arte: discendente di una famiglia legata al teatro - in particolare dei burattini e delle marionette - dal 1600, il papà Domenico era anch'egli attore, così come il fratello, Enrico, scomparso nel 1986. Una tradizione che la fa esordire nel mondo dello spettacolo praticamente neonata, partecipando nel ruolo di infante alle commedie itineranti allestite dai suoi familiari, e da dove ha inizio una carriera che la porta a diventare una delle protagoniste più autorevoli e apprezzate della scena teatrale italiana.

Nel 1950, infatti, insieme a una delle sorelle entra a far parte di uno spettacolo di rivista, Ghe pensi mi, di Marcello Marchesi, mentre nel 1954 sposa Dario Fo, con il quale nel 1958 fonda la Compagnia Dario Fo-Franca Rame. E' il principio di un'epoca di grande fermento artistico, culturale e sociale, con l'attrice che nel 1968 abbraccia l'ideologia sessantottina, diventando una delle colonne del femminismo in Italia. Negli anni '70, infatti, scrive e porta in scena pièce come Tutta casa, letto e chiesa, Grasso è bello!, La madre, continuando a mantenere vivo, nel mentre, l'impegno sociale e politico: gli spettacoli Morte accidentale di un anarchico e Non si paga!, insieme alla lettera aperta inviata a L'Espresso sul caso dell'anarchico Pinelli, sono alcune delle principali espressioni del suo attivismo.

E proprio la sua libertà e la sua forza le costano, nel 1973, la ritorsione di un gruppo di neofascisti, che la rapiscono e la stuprano. "Ho subito ogni tipo di violenza", scrive l'attrice a proposito dell'episodio, decidendo di farne una rappresentazione teatrale, in seguito alla caduta in prescrizione del reato a causa di una sentenza pronunciata 25 anni dopo i fatti. In Lo stupro, dunque, Franca Rame, ricorda la violenza subita, prima portandolo in palcoscenico e poi recitando il monologo in diretta da Adriano Celentano, a Fantastico.

Indissolubilmente legata a Dario Fo nel professionale e nel privato, l'attrice svela che il marito, a 50 anni, "come succede a molti uomini a quell'età, comincia a innamorarsi" e che la cosa la colpisce e la ferisce a tal punto da spingerla a tentare il suicidio, "un sabato pomeriggio". Il matrimonio sembra destinato a fallire, dopo una rappacificazione e una separazione, ma poi il teatro torna a unire la coppia, che celebra quel sodalizio ritrovato - e interrotto oggi solo dalla morte di Franca Rame - con lo spettacolo Coppia aperta, quasi spalancata.

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