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Francesco Schettino in politica, appello per candidato sindaco di Meta: "Votate Tito"

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Francesco Schettino, passato alla storia come capitano fuggitivo della nave da crociera affondata all’Isola del Giglio due anni fa, ha scelto di impegnarsi in politica, per adesso in forma indiretta.

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L’appello al voto in favore dell’amico candidato alla poltrona di sindaco per il comune di Meta, riportato integralmente dal sito politicainpenisola.it e subito ripreso da importanti organi d’informazione sia locale che nazionale, suona come una sorta di tributo ad una persona di fiducia ma soprattutto ripropone il comandante della Costa Concordia in una nuova veste: starà pensando ad un futuro da politico, l’imputato per il disastro in mare del 13 gennaio 2012?

A giudicare dai toni usati nel messaggio di sostegno all’aspirante primo cittadino metese e dalla lunghezza dell’intervento del grande elettore Schettino, le premesse per una clamorosa discesa in campo potrebbero esserci. “In Giuseppe Tito non si è mai spento l’entusiasmo di sentirsi utile agli altri” si legge nella nota consegnata dal Capitano alla stampa per appoggiare la candidatura dell’esponente di una lista civica di centrosinistra per il piccolo centro in provincia di Napoli.

Francesco Schettino non nasconde la sua profonda stima per un personaggio noto alla comunità sorrentina e proiettato con discrete chances di successo verso l’elezione a sindaco nelle prossime amministrative. Ma non è tutto, perché nello stesso testo compare un aperto ringraziamento alla cittadinanza metese, “per l’affetto dimostrato in questi due anni nei confronti del comandante più discusso d’Italia, oggetto di una delicata vicenda giudiziaria seguente alla tragedia del Giglio, con la pesantissima accusa di aver lasciato precipitare la nave lasciando al loro destino centinaia di passeggeri.

Furono in totale 32 le vittime dell’incidente della Costa Concordia, ma ad inchiodare Schettino alle proprie responsabilità (in attesa che la giustizia faccia il suo corso, col processo ancora lontano dalla conclusione) sono state le decine di testimonianze dei naufraghi superstiti, di alcuni membri dell’equipaggio e l’altrettanto decisiva presa di posizione del responsabile della Capitaneria di Porto De Falco contro l’allora capitano del “gigante del mare” affondato dopo l’urto con lo scoglio del Giglio.

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