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Francesco Schettino licenziato, in aula per il ricorso: "Tornerei al timone"

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Francesco Schettino? Pronto a rimettersi al timone di una nave da crociera. A dichiararlo è stato lo stesso comandante della Concordia, che oggi ai giornalisti che glielo chiedevano ha risposto senza esitazione: "Sì, certamente". Una dichiarazione che non mancherà di sollevare polemiche - tanto più che appena due settimane fa si è svolta la commemorazione delle vittime del naufragio del Giglio - rilasciata da Schettino prima di entrare nell'aula del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli), dove era atteso per la seconda udienza del processo relativo al ricorso contro il licenziamento da Costa Crociere.

"Tornare al timone? Sì certamente", Schettino pronto a riprendere il comando: il video

Al termine del dibattimento, durato circa un'ora e mezza, il comandante ha di nuovo incontrato i giornalisti, ma questa volta si è limitato a dire, a proposito delle altre parti in causa nella vicenda, che si tratta "di brave persone" e di "tutte persone gentili", apparendo ai più preoccupato e tirato. "Il comandante Schettino oggi era nervoso? Sfido chiunque al suo posto a non esserlo, dopo essere stato condannato mediaticamente senza che si siano lette le carte processuali", ha dichiarato a proposito il suo avvocato, Rosario D'Orazio, aggiungendo che comunque "attende serenamente qualsiasi decisione, sia sul fronte penale che su quello civile, sicuro che verrà accertata la verità, che non può essere quella mediatica".

Per quanto riguarda la causa nello specifico, invece, D'Orazio ha voluto sottolineare che "questa vicenda sta a dimostrare come la riforma Fornero non abbia accelerato le procedure legate ai licenziamenti", aggiungendo che "sul caso del comandante Schettino sono in corso tre giudizi identici: questo di Torre Annunziata e due a Genova, la cui prossima udienza è fissata per il 14 marzo". Da parte sua, il giudice Emanuele Rocco ha fatto sapere che depositerà la sua decisione "in cancelleria mercoledì 6 o al massimo venerdì 8" e per quella data, dunque, si saprà se il procedimento di Torre Annunziata proseguirà o resteranno invece in piedi solo quelli di Genova.

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A margine delle dichiarazioni relative alla sentenza del ricorso intentato da Schettino per il licenziamento a suo dire ingiusto dalla Costa Crociere, l'avvocato D'Orazio si è poi anche soffermato sulla vicenda dell'inchino e sulla gestione dell'emergenza da parte del comandante. "Non parliamo di 'inchino'. Si tratta di una rotta 'avvicinatoria'. Da quello che leggo da Internet, sono procedure usuali nelle crociere. Anche io ho partecipato ad alcune crociere e ricordo che la nave passava a due metri da piazza San Marco a Venezia", ha detto il legale, mentre a proposito del comportamento del suo assistito ha ribadito che Schettino "ha prima tentato di 'spiaggiare' la nave ed è poi sceso quando la stessa era in sicurezza, 'parcheggiata'". Ma non solo, secondo D'Orazio, infatti, vi sarebbero "testimonianze di persone che sostengono che il comandante sia stato l'ultimo a lasciare la nave dal suo lato".

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