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Francesco Schettino, prima udienza al via per incidente Concordia

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A Grosseto è iniziata oggi la maxi-udienza per ricostruire la dinamica del tragico incidente della Costa Concordia, che lo scorso tredici gennaio provocò la morte di 32 passeggeri al largo dell’isola del Giglio. E in aula è presente anche lui, il simbolo di questa sciagura del mare, l'ex comandante Francesco Schettino, che ha ricevuto il permesso per lasciare la casa di Meta di Sorrento dove è ai domiciliari per assistere all'incidente probatorio sulla scatola nera della nave. Il comandante è il principale indagato nel processo (insieme ad altri nove co-imputati): le accuse a suo carico sono di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave.

Schettino arriva a Grosseto: guarda il video

Rigorosamente a porte chiuse, l’incidente probatorio per valutare la perizia sulle registrazioni e gli hard disk a bordo potrebbe durare dai 3 ai 6 giorni. Per la mole di avvocati, periti, parti civili e soprattutto per la quantità di dati prodotti e sottoposti all’attenzione dei giudici si tratta di un’udienza senza precedenti: più di 270 pagine di perizia e oltre sette dvd, oltre a migliaia di testimonianze dei passeggeri della Concordia. Lo scopo è quello di ricostruire nel dettaglio la dinamica degli eventi, dalla sciagurata manovra dell’inchino all’impatto con gli scogli, per poi stabilire cosa è accaduto dopo l’incidente.

Schettino licenziato dalla Costa: chiede reintegro e arretrati

"Voglio essere in aula, voglio metterci la faccia", aveva detto qualche giorno fa. E infatti Francesco Schettino è arrivato a Grosseto, puntuale, in mattinata: è riuscito a dribblare giornalisti e fotografi appostati lungo il confine della zona rossa intorno al Teatro Moderno dove si tiene l’incidente probatorio, passando per un ingresso secondario. Qui, in una città blindata dove sono arrivati cronisti da ogni parte del mondo, Schettino ha incontrato per la prima volta dall’incidente i naufraghi della Concordia: poco prima dell'inizio dell'udienza, uno di loro è salito sul palco del teatro e lo ha raggiunto, Schettino si è alzato e gli ha stretto la mano, scambiando qualche parola con lui. "Speriamo che la verità sia accertata presto", avrebbe detto Luciano Castro, uno dei primi ad essere salvati dal nufragio, rivolto al comandante della Costa Concordia, che avrebbe risposto: "Sì, la verità deve essere appurata". Durante la prima parte dell'udienza, secondo quanto riportato da alcuni passeggeri tedeschi della Concordia presenti a Grosseto, il comandante licenziato dalla Costa è apparso nervoso tanto da "mangiarsi le unghie" e si è mostrato dispiaciuto per la sciagura del Giglio.

Almeno per la prima giornata non è previsto un suo intervento in aula: Schettino può solo consultarsi con i suoi legali, poichè il calendario delle udienze prevede, nell’ordine, l’intervento dei periti della Procura il lunedì, quello di altri esperti nella giornata di martedì, e quello dei carabinieri del Ris mercoledì, per l'esame delle registrazioni audio. Solo a questo punto potranno intervenire gli avvocati di parte civile, in totale 126, e i loro consulenti.

Nel teatro, scelto come cornice della maxi-udienza vista la capienza non idonea del Tribunale di Grosseto, sono arrivati anche sette naufraghi bolognesi che hanno rifiutato il risarcimento proposto dalla compagnia per i danni subìti dal naufragio del 13 gennaio scorso. L’avvocato delle parti, Michelina Soriano, ha spiegato ai giornalisti di aver avanzato una denuncia nei confronti di Costa, sottolineando però che ad oggi "la Procura di Grosseto non ha ancora iscritto nel registro degli indagati la compagnia. Sarebbe stata un'operazione dovuta ma ancora non abbiamo visto niente". Presenti anche i legali di Costa, rappresentati dall’avvocato De Luca, che ha rilasciato una dichiarazione a nome della compagnia prima di entrare in aula: "Al termine dell'incidente probatorio si avrà una ricostruzione completa di quanto accadde, dal momento dell'impatto degli scogli delle Scole fino all'abbandono della nave. Questo è il momento dell'accertamento della verità. Che non è poco. Le responsabilità le valuteremo in un successivo momento".

A metà mattina è arrivata la prima svolta importante dell’udienza: il Gip Valeria Montesarchio ha accolto la richiesta di valutare alcune eccezioni proposte da Francesco Schettino, tramite il suo difensore Bruno Leporatti, e ha sospeso la seduta per ritirarsi in camera di consiglio e decidere. La richiesta avanzata dall’avvocato del comandante è quella di estendere l'incidente probatorio al timoniere indonesiano della nave, il quale secondo la perizia non avrebbe compreso un ordine di virata dato da Schettino durante l’inchino. Il legale di Schettino ha contestato anche l’impossibilità di effettuare sopralluoghi sulla nave Concordia, perché a causa dei lavori per il recupero del relitto l’ambiente è stato modificato, cosicchè elementi di prova prodotti dall'indagine della Procura di Grosseto risulterebbero ora irripetibili.

Alla ripresa della seduta, dopo un’ora e mezza, il Gip ha comunicato la decisione di respingere tutte le eccezioni, comprese quelle dell'avvocato di Schettino. Secondo il calendario dei lavori, l’udienza procederà fino alle 18 circa di oggi con l'illustrazione della maxi perizia da parte del collegio dei periti, che ha dovuto rispondere a 50 interrogativi posti dal gip. L'udienza riprenderà domani con le valutazioni di altri esperti.

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