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Francisco José Garzón Amo, il macchinista spericolato di Santiago su Facebook: "Vado a 200 l'ora"

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E' salito a 80 vittime e 168 feriti il bilancio del gravissimo incidente ferroviario avvenuto nei pressi della stazione di Santiago de Compostela, in Galizia, nel nord della Spagna: 95 persone sono ancora ricoverate in ospedale e tra loro 35 risultano in condizioni molto serie, tra cui anche 4 bambini. Sono questi i numeri di una strage che sin dal giorno dopo è parsa sempre più come il frutto di colpe gravissime da parte di chi conduceva il veicolo.

Diretta video incidente treno in Spagna (Santiago di Compostela)

Il video dell'incidente del treno in Spagna (Santiago de Compostela): immagini shock

Il treno, che viaggiava sulla linea ferroviaria Madrid-Ferrol, è deragliato schiantandosi contro il muro e provocando l'esplosione di almeno uno dei vagoni. Concausa dell'incidente, certamente l'altissima velocità del convoglio, che dopo un lungo rettilineo ha percorso una curva molto pericolosa alla velocità di 190 km/h, di fronte ad un limite massimo di 80. Per questo Francisco José Garzón del Amo, il macchinista cinquantaduenne che guidava il treno, è ora in stato di fermo.

Incidente treno Spagna: le foto da Santiago de Compostela

Un tribunale spagnolo ha formalmente indagato il macchinista per la strage di Santiago. Secondo quanto racconta il quotidiano El Pais, subito dopo lo schianto, mentre era ancora intrappolato tra le lamiere, l'uomo avrebbe comunicato via radio con la stazione: nelle chiamate registrate si evince che il treno ha approcciato la curva fatale alla velocità di 190 km, il doppio del limite previsto. "Spero che non ci siano morti, me li porterei sulla coscienza - ha detto a caldo Del Amo, non immaginando che le vittime sarebbero state decine - Siamo umani, siamo umani" ha poi continuato a ripetere l'uomo. Secondo quando riporta invece La Voz de Galicia, l'uomo avrebbe gridato al telefono: "È deragliato, è deragliato, che posso fare?".

Macchinista esperto, con oltre 30 anni di servizio, Francisco José Garzón del Amo conosceva bene il percorso, che aveva eseguito regolarmente dalla sua inaugurazione nel 2011 ad oggi. E' risultato negativo al test dell’alcolemia e non è ancora chiaro cosa l'abbia spinto ad affrontare a quella velocità estrema (come testimonia il video shock del deragliamento ripreso da telecamere di servizio) un tratto ferroviario così insidioso. Quel che è certo è che per il macchinista correre era quasi un'abitudine.

Non è la prima volta che l'uomo, ora ricoverato e in stato di fermo, si vantava di aver raggiunto record di velocità su quella tratta che percorreva abitualmente. Scavando tra i suoi profili social viene fuori un certo gusto nello sbandierare la propria guida spericolata, come quando non molto tempo fa pubblicò sulla sua pagina Facebook una foto scattata al tachimetro di un treno che segnava 200 km/h. "Sono al limite non posso andare di più" rispondeva agli utenti che commentavano il suo record, spiegando che "il tachimetro non è truccato". E a chi gli faceva notare i rischi di una simile condotta ("Se ti becca la Guardia Civil rimani senza punti") Garzon rispondeva in tono di sfida, immaginando una gara con la Polizia spagnola: "Che bello sarebbe andare in parallelo alla Guardia Civil e superarli facendo saltare l’autovelox. Ah ah, che bella multa per Renfe (la rete ferroviaria, ndr)".

La strage ha segnato con il lutto quella che doveva essere la festa nazionale di San Giacomo, santo patrono della città galiziana: nella cittadina di Santiago De Compostela, da secoli meta di pellegrinaggi religiosi e culturali, erano attese decine di migliaia di fedeli. la Farnesina è ancora a lavoro per capire se tra i pellegrini ci fosse anche un siciliano rimasto ferito nel deragliamento, come riportato dalla stampa locale. Tutti i festeggiamenti sono stati annullati, mentre il premier spagnolo Mariano Rajoy, nato proprio a Santiago de Compostela, si è recato sul posto per un sopralluogo e per incontrare i feriti. Un modo per rimediare all'imbarazzante gaffe commessa a ridosso del terribile incidente, quando un comunicato ufficiale della Presidenza ha espresso cordoglio per le vittime con un maldestro 'copia e incolla' che riportava la solidarietà alle vittime del sisma avvenuto tre giorni prima in Cina.

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