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Fukushima, la decisione di Naoto Kan: 'Rinuncio al mio stipendio'

Il premier giapponese Naoto Kan ha annunciato ieri che rinuncerà al suo stipendio da primo ministro fino alla conclusione della crisi nucleare di Fukushima. Naoto Kan ha spiegato che a suo giudizio, proprio come la compagnia elettrica Tokyo Electric Power (Tepco), 'il governo ha una grande responsabilità in questa crisi'. E per tale ragione il premier giapponese ha fatto sapere che continuerà a percepire la retribuzione di membro del parlamento, ma non quella di primo ministro, né altri bonus.

Le immagini della centrale nucleare di Fukushima

Così a partire da giugno Naoto Kan rinuncerà al suo stipendio. E vi rinuncerà fino alla fine della crisi nucleare negli impianti atomici di Fukushima, danneggiati dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo scorso. Il primo ministro giapponese ha poi spiegato che il governo abbandonerà il piano per incrementare la quota di energia derivata dal nucleare al 50 per cento dall'attuale 30 per cento.

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Il premier giapponene ha poi affermato che, dopo la crisi di Fukushima, il Giappone ha ora bisogno di 'ripartire da zero' nelle politiche energetiche di lungo termine. Nel corso della conferenza stampa nella quale ha annunciato la decisione di tagliarsi lo stipendio, Naoto Kan si è anche scusato con gli elettori per non aver saputo prevenire la crisi nucleare scoppiata all'impianto nucleare di Fukushima.

Nel frattempo la compagnia elettrica giapponese Tepco, che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, ha chiesto aiuti economici statali al governo di Tokyo, con i quali far fronte ai pesanti indennizzi che dovrà versare per risarcire i danni provocati dalla fuoriuscita di radioattività dall'impianto. Insieme alla richiesta di aiuti finanziari, è stato presentato un piano per un taglio dei costi della società che comprende anche la restituzione degli stipendi del presidente della Tepco, Mastaka Shimizu, del chairman Tsunehisa Katsumata e di sei vicepresidenti. La speranza, ora, è quella di riportare in sicurezza l'impianto entro gennaio 2012.

 (foto © LaPresse)

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