Excite

G8, condannati i vertici della polizia. Il Governo: "Restano al loro posto"

Si torna a parlare del G8 che si è svolto a Genova nel luglio 2001 e, più nel dettaglio, si torna a parlare dei disordini e dell'irruzione della polizia nella scuola Diaz, avvenuta nella notte tra il 20 e il 21 di quel mese di nove anni fa. Nella tarda serata di ieri è stata resa nota la sentenza che di fatto ha ribaltato quella di primo grado. Dopo oltre undici ore di camera di consiglio, i giudici della Terza sezione della Corte d'Appello di Genova hanno condannato venticinque imputati su ventisette a pene da tre anni e otto mesi fino a cinque anni, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

Condannati i vertici, il video

Violenze alla Diaz - Video

La notte della Diaz in 26 telefonate - Leggi

I giudici hanno condannato anche i vertici della polizia, assolti nella sentenza di primo grado, perché a conoscenza di quello che sarebbe accaduto nella scuola Diaz. Il capo dell'Anticrimine Francesco Gratteri è stato condannato a quattro anni; l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque; l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi a quattro anni; l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola a tre anni e otto mesi; l'ex vicecapo del Servizio centrale operativo Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi.

Nella requisitoria il procuratore generale della Corte d'appello di Genova, Pio Macchiavello, che aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i ventisette imputati, ha detto: 'Non si possono dimenticare le terribili ferite inferte a persone inermi, la premeditazione, i volti coperti, la falsificazione del verbale di arresto dei novantatre no-global, le bugie sulla loro presunta resistenza. Nè si può dimenticare la sistematica e indiscriminata aggressione e l'attribuzione a tutti gli arrestati delle due molotov portate nella Diaz dagli stessi poliziotti'.

In primo grado erano stati condannati solo tredici imputati e ne erano stati assolti sedici, tutti i vertici della catena di comando della polizia che agiva a Genova nel luglio 2001. Adesso è arrivata la condanna in appello, una condanna per molti inaspettata. Dal G8 di Genova ad oggi molti dei funzionari condannati in appello hanno fatto carriera. All'epoca presidente del Consiglio era sempre Silvio Berlusconi, il quale ora dovrà decidere se rimuovere dai loro attuali incarichi coloro che sono stati riconosciuti colpevoli e fornire una propria versione dei fatti accaduti nove anni fa.

Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha fatto sapere che gli alti esponenti della polizia di Stato nei confronti dei quali la Corte d'Appello ha emesso la condanna resteranno al loro posto. Il sottosegretario all'Interno ha spiegato: 'Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del Viminale. Quella della Corte d'Appello di Genova è una sentenza che non dice l'ultima parola, in quanto afferma l'esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione'.

Mantovano ha poi sottolineato che i funzionari non si limitano ad occupare un posto, ma 'svolgono il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni'.

 (foto © LaPresse)

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017