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Galbani, la Coop ritira i prodotti dai suoi punti vendita

La notizia della presunta contraffazione delle date di scadenza dei prodotti Galbani, diffusa dal quotidiano La Repubblica, ha fatto prendere alla Coop Centro Italia la decisione di ritirare dai propri punti vendita tutti i prodotti del noto marchio "a titolo precauzionale, al fine di tutelare i consumatori, e in attesa di verifiche e controlli chiesti alla ditta produttrice". La Coop Centro Italia ha però voluto sottolineare che "nessuno dei suoi negozi viene rifornito con prodotti provenienti dal deposito di Perugia".

La presunta contraffazione delle date di scadenza sarebbe stata imposta dai capi del personale ai dipendenti del deposito di Perugia della Galbani. Ma attraverso un comunicato diffuso dai propri legali l'azienda ha precisato che l'episodio in questione risale al 2005, riguarda un singolo dipendente ed è stato risolto a suo tempo. La Galbani, inoltre, ha sottolineato che ad oggi non è pervenuta nessuna segnalazione di un esposto alla procura di Perugia da parte di dipendenti.

Dai microfoni di Radio 101 il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha affermato che si tratta di un episodio "deplorevole e scandaloso" e ha aggiunto: "E' giusto che chi commette questi reati venga punito fino in fondo. A noi interessa che siano tutelati i produttori seri e la salute dei consumatori". Sebbene al momento non siano stati avviati accertamenti da parte delle autorità perugine, il ministero della Salute ha disposto ispezioni dei Nas e dell'Asl nel deposito Galbani di Perugia.

Sul piede di guerra l'associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc) che attraverso il presidente Carlo Pileri ha così commentato la vicenda: "E' un fatto gravissimo immettere sul mercato merci avariate, destinate ad uso alimentare, attraverso la contraffazione della data di scadenza. Qualora le denunce dei dipendenti della Galbani avessero un riscontro è necessario colpire i responsabili con sanzioni durissime, a maggior ragione considerando il marchio coinvolto che dovrebbe rappresentare qualità e sicurezza. Nonostante gli scandali recenti, sotto esame anche nelle procure di Cremona e Piacenza, continua il riciclo di prodotti avariati. Tutte le aziende che permettono l'arrivo di tali prodotti sulle tavole delle famiglie devono essere severamente punite". E Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (Mdc), ha detto: "Chiediamo che le autorità preposte accertino al più presto le eventuali responsabilità della Galbani e tranquillizzino i consumatori sulla sicurezza dei prodotti alimentari".

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