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Gardaland e la discriminazione dei bimbi Down

Sergio Silvestre, coordinatore nazionale di CoorDown (Coordinamento nazionale delle associazioni di persone con sindrome di Down), ha ora annunciato una class action contro il famoso parco divertimenti Gardaland. A quanto pare ci sono centinaia di testimonianze secondo le quali bambini affetti dalla sindrome di Down sono stati allontanati senza ragione dalle giostre.

Una di queste testimonianze è stata raccontata al Gazzettino da Cristina Cantoni, mamma di Lucrezia, bimba affetta dalla sindrome di Down. 'Eravamo in fila all'ingresso della Magic house, la casetta con il pavimento che si muove – ha raccontato la madre – Mio marito era entrato un attimo prima con gli altri figli, quando l'inserviente ci ha fermate: 'Sua figlia non può entrare. Se non andate via l'attrazione verrà bloccata''. La donna ha poi aggiunto: 'A quel punto mia figlia è stata più saggia di me e ha stroncato sul nascere ogni possibile discussione: 'Lascia perdere mamma, andiamo via. Non fa niente''. La mamma di Lucrezia non aveva mai pensato di raccontare l'accaduto alla stampa, ma ha spiegato che ogni volta in cui sentiva un fatto analogo riviveva quei brutti momenti, così ha deciso di cogliere l'occasione della giornata nazionale di Coordown per denunciare la vicenda. La giornata nazionale di Coordown si è svolta domenica in oltre 100 piazze italiane.

Da Coordown, che ha incaricato i propri legali di intentare una causa contro Gardaland, hanno spiegato che secondo quanto previsto dal regolamento del parco le persone con cardiopatie e disabilità motorie non possono accedere a tutta una serie di giochi, questo per evidenti ragioni di sicurezza, ma in maniera del tutto generica il regolamento stabilisce il divieto di accesso anche alle persone con disabilità intellettive e relazioni. 'Con il risultato inaccettabile e discriminatorio - ha spiegato Silvestre - che anche se sei un campione sportivo vieni individuato e bloccato esclusivamente per via dei tratti somatici dovuti alla sindrome di Down'.

Il coordinatore nazionale di CoorDown ha sottolineato: 'Gardaland è l'unico parco divertimenti in Italia ad adottare un tale comportamento. Negli altri parchi divertimento si dialoga con le famiglie, che decidono insieme agli addetti l'opportunità o meno di far salire i propri figli su determinati giochi'. Silvestre ha aggiunto: 'Non è possibile che su di una giostra adatta a un bambino di 4 anni, non possa salire un ragazzo Down di 20! Un tale comportamento, questo, che viola non solo l'art. 3 della Costituzione, ma anche la legge 67 del 2006. Quest'ultima stabilisce infatti che si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga. Non solo, in Italia c'è anche la legge 104 del 1992 che prevede sanzioni per coloro che discriminano le persone con handicap nei pubblici esercizi. Bloccheremo l'azione legale solo qualora il parco decidesse davvero di trovare un accordo insieme. Cosa che per ora hanno sempre rifiutato'.

Lo scorso 29 settembre, l'onorevole Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicale del Pd), segretario della commissione Affari sociali della Camera, ha presentato alla Camera una mozione firmata da 70 colleghi, nella quale si impegna il governo ad adoperarsi affinché cessino le discriminazioni nel parco di Gardaland. L'onorevole ha affermato: 'E' assurdo e inaccettabile che nel 2010 le persone vengano discriminate a causa dei propri tratti somatici. Ciò che accade da tempo a Gardaland consiste in una negazione sistematica di diritti sanciti da diverse leggi italiane oltre che dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Per questo il 29 settembre scorso ho presentato una mozione per coinvolgere l'aula della Camera e chiedere un intervento diretto al Governo, che finora non ha mai risposto alle varie interrogazioni sull'argomento. Mai una risposta dai ministri della Salute e delle Politiche giovanili. Quello che chiediamo è semplicemente l'applicazione delle leggi esistenti, affinché a Gardaland cessi il divieto di divertimento attualmente in atto contro le persone affette dalla sindrome di Down'.

Foto: gardaland.it

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