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Gaspare Como, arrestato il cognato di Matteo Messina Denaro: gestiva tesoro del boss mafioso

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Un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, su ordine del gip presso il Tribunale di Marsala Vito Sladino, è stata eseguita oggi dagli agenti della sezione operativa della Dia di Trapani nei confronti di Gaspare Como, 45enne cognato del boss latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

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L’uomo, sorvegliato speciale ma attivo da tempo nel settore dell’imprenditoria e del commercio nella zona di Castelvetrano, in passato finito sotto inchiesta per vari reati, dovrà rispondere di fronte alla giustizia di associazione a delinquere ed estorsione, sulla base delle lunghe e complesse indagini condotte dalla direzione investigativa antimafia.

In particolare, l’indagato avrebbe secondo l’accusa degli inquirenti intestato fittiziamente beni patrimoniali e attività economiche (per un importo totale superiore ai 200.000 euro) a soggetti in rapporti con la sua organizzazione, denunciati a piede libero per la collaborazione offerta al titolare di negozi e immobili attenzionati dalla magistratura negli ultimi mesi per movimenti sospetti finalizzati a nascondere la reale proprietà degli stessi.

(L'impero del boss di Cosa Nostra Messina Denaro: video Servizio Pubblico)

Sposato con la sorella del noto esponente della criminalità organizzata siciliana Bice Maria Messina Denaro, l’imprenditore Gaspare Como si è impegnato con l’ausilio di numerosi alleati “locali”, secondo il giudice per le indagini preliminari Sladino, ad aggirare puntualmente le leggi vigenti in materia di iniziativa commerciale e trasferimento di beni patrimoniali, mantenendo una forte influenza sulla rete imprenditoriale di Castelvetrano.

La Procura di Marsala, circa tre anni prima del provvedimento che adesso ha sancito l’arresto del cognato del boss mafioso Matteo Messina Denaro, aveva già disposto il sequestro di costruzioni e autovetture riconducibili a Gaspare Como ma intestati a personaggi apparentemente estranei al vero titolare delle attività.

In seguito era toccato al Comune di Castelvetrano il compito di revocare la licenza per l’esercizio di vendita al dettaglio di abbigliamento allo stesso per carenza dei requisiti necessari in base alla normativa del settore.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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