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Gastronomia, l'ignoranza degli italiani a tavola

La rivista specializzata Le Vie del Gusto ha realizzato un questionario sui prodotti tipici nostrani dal quale è emerso che gli italiani sono piuttosto ignoranti in tema gastronomico. Le interviste condotte su un campione di 1300 uomini e donne, tra i 18 e i 55 anni, hanno svelato che gli italiani non conoscono i nomi di ciò che mangiano.

Ad esempio, secondo il 21 per cento della popolazione il culatello è il fondoschiena dei bambini, per il 17 per cento è un vezzeggiativo per lodare un bel sedere, mentre per il 12 per cento è un salume fatto con il posteriore del maiale.

Non va meglio per il capocollo che per un italiano su 4 è "la parte superiore del collo dell'uomo", per uno su 5 è un formaggio, o peggio un "capo che tiene il fiato sul collo ai dipendenti"; male anche per il salame di Felino, prodotto di pregio della cittadina vicino Parma, che per un italiano su 3 è un salume veneto a base di carne di gatto o una grossa salsiccia a forma di micio.

Sconosciuto anche il pomodoro "datterino". Per non parlare della gustosa parmigiana che per il 40 per cento degli italiani è una ragazza di Parma. Secondo alcuni, infine, l'aceto balsamico ha questo nome perché fatto con erbe aromatiche, ragion per cui può essere utile contro il mal di gola.

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