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Gattino dipinto di rosa dalla modella russa Elena Lenina, la bufala invade il web: non è morto

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Grazie allo scoop del sito di controinformazione Attivissimo, la notizia della morte per avvelenamento del gattino dipinto di rosa da Elena Lenina è stata smentita, ma la bufala sulla sorte (fortunatamente non tragica) del povero animale non ha cancellato le colpe della stravagante modella, responsabile di maltrattamento secondo il popolo della rete.

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Per vanità e gusto della provocazione, entrambe virtù tutt’altro che nobili, la proprietaria del simpatico felino non si è fatta scrupoli nel trattare il pelo del piccolo amico a quattro zampe come un accessorio per l’abbigliamento, da colorare all’occorrenza in abbinamento con abito e borsetta all’ultima moda.

La mossa di marketing dell’aspirante diva delle passerelle con la passione per la scrittura ha avuto subito l’effetto sperato: web, giornali e televisioni non si sono risparmiati nel dare spazio alla curiosa “trovata” della Lenina, personaggio dall’indole ribelle e trasgressiva disposta a tutto pur di conquistare qualche copertina in giro per il mondo.

Risultato dell’iniziativa: critiche a non finire culminate in feroci campagne social contro l’artista russa, notizie fuori controllo veicolate con la solita rapidità dalla rete, smentita della bufala con conseguente polemiche sull’ingenuità del popolo di internet di fronte ad informazioni di dubbia attendibilità.

(Elena Lenina in televisione col suo gattino colorato: chi difende l'animale? Video)

Vittima principale della vicenda rimane l’indifeso gattino, vivo e vegeto anche se non privo di “strane” macchie sul manto come testimoniato con tanto di foto pubblicate su Twitter dalla stessa Elena Lenina e tuttavia ancora nelle mani della poco affidabile padrona.

Su Youtube, segnalano i più informati, esiste anche un video che testimonia della data non proprio recente di questa storia, “chiusa” dalla diretta interessata con una comparsata in un programma tv serale nel settembre del 2014.

Online, intanto, sul banco degli imputati sono salite diverse testate di “peso”, a partire dal britannico Daily Mail chiamato in causa espressamente dai “detective” anti-bufale in quanto responsabile numero uno dell’imbarazzante falso circolato in rete negli ultimi giorni.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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