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Gay Pride a Roma, l'Unione si spacca

Sarà in programma a Roma, piazza San Giovanni, il 16 giugno, ma il Gay Pride, almeno quello delle polemiche, ha già aperto i battenti.

Un evento che suscita critiche da parte della Casa della Libertà, spacca il Pd tra favorevoli e contrari e che incontra l'appoggio della sinistra più laica.
"Possibile che non si possa manifestare senza contrapporsi polemicamente alla Chiesa? – dice il dl Castagnetti- Il Gay Pride in antitesi al Family Day mi sembra un evidente boomerang".

A piazza San Giovanni i manifestanti ribadiranno il loro sì ai Dico: "Ma più si radicalizza la contrapposizione- dichiara Antonio Polito - più sarà difficile trovare una mediazione: mai prima d’ora erano state chieste in Italia le nozze gay".

Francesco Rutelli manda al mittente: "Prediche politiche da pulpiti bislacchi, visto che spesso arrivano da chi è titolare di parecchie famiglie. Dei Dico se ne occuperà il Parlamento".
Sulla questione è intervenuta anche la Cei, che attraverso il Sir, fa sapere che "non c’è nulla da inventare, per l’Italia basta la Costituzione".
"Sì a diritti per le coppie di fatto ma niente equiparazione al matrimonio - è l’opinione di Silvio Berlusconi - è giusto tutelare i diritti delle coppie di fatto attraverso il codice civile, ma il matrimonio è una cosa diversa, lo è per la nostra tradizione cristiana e per la nostra Costituzione. Le coppie di fatto sono rispettabilissime ma non devono esserci matrimoni di serie B o di serie C".

Il corteo organizzato per il gay pride partirà da piazzale Ostiense e arriverà a piazza San Giovanni. "Sarà una manifestazione, per "la libertà di pensiero, l'uguaglianza per tutti, la giustizia e la laicita' delle istituzioni", ha detto Rossana Praitano, portavoce dell'iniziativa e presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

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