Excite

Gaza, bombe su scuola per rifugiati Onu: 23 morti palestinesi, da Israele no a tregua con Hamas

  • Getty Images

Nuova carneficina nella scuola dell’Onu a Gaza, pochi giorni fa colpita da un bombardamento con un pesantissimo bilancio di morti e feriti, soprattutto bambini.

Israele lancia l'offensiva a Gaza: emergenza umanitaria nella Striscia

Stavolta a perdere la vita dentro l’edificio adibito a struttura d’accoglienza per rifugiati dell’Unrwa sono state in totale 20 persone, provenienti dagli isolati vicini oggetto di attacchi martellanti da parte dell’esercito israeliano.

L’obiettivo delle forze militari impegnate nelle operazioni di attacco contro Hamas all’interno del territorio della Striscia era il campo profughi di Jabaliya, nel mirino dei tank di Tsahal per la sospetta presenza di munizioni e gruppi di miliziani armati con razzi e altri strumenti offensivi.

Nelle stesse ore un intero nucleo familiare, bambini compresi, è stato ucciso dai missili scagliati dall’aviazione israeliana, nella cittadina di Khan Yunis, in zona sud di Gaza. Si calcola, secondo fonti palestinesi, che dall’inizio del conflitto ad oggi il numero dei morti abbia già superato le 1200 unità, con almeno duecento bimbi tra le vittime.

(Scuola delle Nazioni Unite colpita dai bombardamenti, strage di civili a Gaza)

Distrutte, nella lunga giornata di raid del 29 luglio, anche due moschee, ma la notizia più grave per la popolazione delle zone sotto attacco delle truppe di Israele è l’incendio dell’unica centrale elettrica di Gaza, dopo un intensa pioggia di bombe che ha lasciato completamente al buio tutti i quartieri della Striscia, alcuni dei quali erano privi di luce da diversi giorni.

Nessun margine, nonostante il dichiarato impegno di Stati Uniti, Egitto e Onu per un accordo di almeno un paio di giorni, per un cessate il fuoco con garanzie per l’evacuazione e la cura delle centinaia di feriti provocati dai bombardamenti a tappeto degli aerei israeliani in questi giorni di guerra.

Un lumicino di speranza sembrava essersi acceso prima con la mediazione del segretario americano John Kerry, intenzionato a chiedere una tregua alle parti con garanzia internazionale, mentre ieri un rappresentante dell’Organizzazione di Liberazione della Palestina si era espresso a favore dell’iniziativa diplomatica del Cairo: in entrambi i casi, le ipotesi formulate in sedi terze sono sfumate per la mancata approvazione rispettivamente del governo israeliano e di Hamas.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017