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Gelato vietato dopo mezzanotte a Milano? Il sindaco Pisapia: "Nessun coprifuoco"

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Gli organi di stampa e la rete l'hanno subito ribattezzato il "coprifuoco sul gelato", ma l'amministrazione comunale di Milano si è affrettata a smentire: "I milanesi possono continuare a gustare liberamente il loro gelato anche dopo la mezzanotte: non c'è nessun coprifuoco e mai è stato previsto" ha scritto il sindaco Giuliano Pisapia su Facebook. Intanto, però, l'ordinanza del comune che vieta l'asporto di cibo e bevande al di fuori di locali che non dispongono di tavoli esterni è già diventata un caso e ha scatenato discussioni e commenti tanto ironici quanto arrabbiati sui social network.

A dare risalto mediatico alla vicenda è stato un articolo del Corriere della Sera dedicato all'ordinanza. Trattasi in realtà di un provvedimento già in vigore dallo scorso anno per pizzerie e kebab, ora ampliato fino a coinvolgere anche le gelaterie. Una disposizione che ha provocato l'immediata reazione da parte dei commercianti che temono la perdta di clienti e il calo degli incassi, ma anche da parte dei semplici amanti del gelato che rivendicano il diritto di consumare coni e coppette a qualsiasi ora, soprattutto in vista dell'estate. E se gli esercenti hanno minacciato di ricorrere al Tar contro il divieto del gelato da asporto, in parallelo è subito partito su Twitter l'hashtag #Occupygelato, una protesta dai toni anche piuttosto ironici contro il "coprifuoco" dell'amministrazione nei distretti della movida.

Già nei giorni scorsi gli assessori al Commercio, Franco D'Alfonso, e alla Sicurezza Marco Granelli, sono intervenuti a riguardo, spiegando che il provvedimento è stato studiato al "semplice scopo di dissuadere la formazione di assembramenti notturni sui marciapiedi di fronte ai locali (una ventina in tutta la città) che si trovano nelle zone della movida (Ticinese, largo La Foppa, corso Como e Arco della Pace)". Tutti i dettagli sono stati illustrati in una lunga nota congiunta che fuga i dubbi sulla chiusura anticipata dei locali e sulle zone in cui è vietato consumare pasti dopo le 24: "Il divieto cui si fa riferimento riguarda l’asporto di cibo e bevande al di fuori dei locali che non dispongono di tavoli esterni (cosiddetto 'plateatico'). Il locale, sia esso una pizzeria da asporto, un kebab, un bar, una gelateria, non ha alcun obbligo di chiusura, il cui orario è uguale a quello di tutti gli altri nelle zone della 'movida', vale a dire le h 3 per le sale interne e le h 2 per il plateatico all’esterno. In tutto il resto della città, 95% in termine di superficie, 97% in termini di popolazione, 85% in termini di esercizi commerciali, 99% in termini specifici di vendita di gelati, è in regime di liberalizzazione totale".

Il sindaco Pisapia è intervenuto in prima persona per placare gli animi dopo le proteste di commercianti e consumatori, provando a rimettere ordine nella confusione generata dall'eccessiva semplificazione e promettendo un dialogo con la cittadinanza sul tema: "Verrà chiarito ogni equivoco sull'ordinanza sintesi di un percorso partecipato con i commercianti, i residenti e i consigli di zona coinvolti".

Intanto però la macchina della protesta è partita: il primo step è il 'gelatomob', un flashmob indetto dall'Epam, l'Associazione Provinciale Milanese dei Pubblici Esercizi, in programma lunedì a mezzanotte davanti a una gelateria in zona Ticinese. "Qui non si parla soltanto di sei gelaterie, ma si penalizza in realtà fino a 200 esercizi se consideriamo anche i bar che vendono prodotti confezionati e ghiaccioli e crêpes - ha spiegato Alfredo Zini vicepresidente dell'Epam - É vero che sarà possibile mangiare in altre zone, fuori dall'area del divieto, ma vorrà dire comunque danneggiare una serie di imprenditori, favorendone altri". Poi ha auspicato che la battaglia dei commercianti non diventi oggetto di una strumentalizzazione da parte delle forze politiche (già partita in rete con la diffusione dell'hashtag #Piùgrommenorom). Hanno annunciato la loro partecipazione all'evento dirigenti, rappresentanti delle istituzioni, parlamentari, consiglieri comunali, di zona e provinciali del gruppo Fratelli d'Italia, come ha annunciato il vicepresidente del consiglio comunale Riccardo De Corato, "per protestare contro l'ordinanza farsa di Pisapia".

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