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Gelo, il peggio non è passato: record consumi gas

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Ancora freddo e ancora neve. Ieri il gelo ha fatto altre sette vittime, un bilancio destinato ad aggravarsi ogni giorno: da venerdì sono 25 le vittime dell'ondata di freddo che attraversa l'Italia da Nord a Sud. Questa mattina alle 7.30 il corpo senza vita di una donna è stato trovato a Caponago in provincia di Monza. Secondo il 118, la morte della donna sarebbe dovuta a probabile assideramento.

Ieri ad Urbino per tre ore i Vigili del fuoco, la Protezione civile e i Carabinieri hanno pulito con una ruspa 800 metri di strada completamente sommersi dalla neve per liberare un 70enne rimasto intrappolato nella località Le Cesane.

Le previsioni per i prossimi giorni non promettono miglioramenti al contrario fino alla prossima settimana le temperature resteranno abbondantemente sotto lo zero in molte delle grandi città del nord. Ieri Milano si è svegliata con -10°, -7°a Trieste, e -5° a Bologna. La Protezione Civile lancia l'allarme meteo su Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Toscana e Lazio, Sardegna, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Segnalato anche il pericolo di valanghe, soprattutto in Piemonte, Abruzzo, Marche e Molise e ieri, in Val Venosta, una comitiva di scialpinisti, è stata coinvolta, per fortuna senza conseguenze, dalla caduta di una slavina. A Trieste il vento di Bora è arrivato ad oltre 130 chilometri orari.

Preoccupazioni dunque per le temperature del prossimo fine settimana. In Italia è atteso un vortice ciclonico sul Tirreno con aria fredda siberiana. Ma sarà soprattutto l'Europa orientale a soffrire di un nucleo siberiano di dimensioni e intensità mai raggiunte negli ultimi 100 anni: il sottozero toccherà -35 gradi a 1500 metri.

E' nuovamente emergenza, intanto sul fronte dei consumi di gas che hanno raggiunto livelli record in Italia e nel resto d'Europa. Dopo il primo allarme, arrivato tra sabato e domenica, il Comitato emergenza, che si è riunito ieri al ministero dello Sviluppo, ha deciso di attivare le procedure straordinarie previste dall'Unione Europea per far fronte al crollo delle forniture in arrivo dalla Russia. Si sono decisi due nuovi interventi: il primo prevede di far subentrare alle centrali che funzionano a gas, e che garantiscono i due terzi della nostra produzione elettrica, lecentrali ad olio combustibile; il secondo riguarda i consumi di gas dei clienti industriali, i cui contratti prevedono la possibilità di interrompere o limitare la fornitura, contratti che da oggi verranno "contenuti allo scopo di tutelare pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative".

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